Un approccio industriale per lo smaltimento dei materiali nautici esausti

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Workshop del CNR, rilanciato il progetto Ucina End Life Boats

Superare l’attuale fase dei progetti pilota per passare a quella delle applicazioni concrete. È la richiesta che arriva dal workshop “End of life of recreational crafts Dismantling and recycling : social, environmental and economic benefiits”, sulla sostenibilità ambientale, economica e sociale della nautica da diporto. In particolare, nella gestione degli aspetti legati ai trattamenti di fine vita di migliaia di imbarcazioni e di stampi ricchi di prodotti complessi. Ospitato dal CNR il confronto ha rilanciato il progetto End Life Boats di UCINA che prevede la realizzazione di una serie di  piattaforme con  impianti per il disassemblaggio delle unità da diporto e degli stampi usati per la loro costruzione e la realizzazione di impianti per la trasformazione dei rifiuti e scarti di FRB (fiber reinforced plastics) e di EPS (Polistirolo) che , una volta lavorati, potrebbero creare nuovi prodotti plastici dalle caratteristiche tecniche ed estetiche molto interessanti.  Un progetto sostenuto anche dall’Associazione Italiana dei Porti Turistici, Assomarinas. “Per affrontare questo problema – ha affermato il presidente dell’Associazione, Roberto Perocchio – l’approccio dovrà essere di tipo industriale ed è per questo che i porti turistici debbono sostenere il progetto di UCINA nello sviluppo di nuove tecnologie finalizzate a ridurre i costi di smaltimento ridando poi vita ai materiali esausti anche nell’interesse dei diportisti rappresentati al convegno dall’EBA (European boaters Association) considerando anche il fatto che il nostro Paese, con i suoi  sue innovativi progetti tecnologici, detiene la leadership mondiale”.  Al workshop hanno partecipato  Cosimo Carfagna direttore IPCB-CNR, Luigi Ambrosio, direttore del dipartimento Scienze chimiche e tecnologie dei materiali del CNR, Maurizio Avella e Gennaro Gentile dell’ICB-CNR, Antimo Di Martino, consigliere UCINA con delega ai problemi ambientali, Stefano Pagani Isnardi, responsabile ufficio studi di UCINA, Piero Formenti, vice presidente dell’European Boating Industry, l’E.B.I. che rappresenta tutta la filiera nautica con 32.000 imprese e 280.000 addetti  con un fatturato annuale di circa 20 miliardi  nella sola Europa  e Mario Malinconico dell’ICB-CNR.