Ue, consultazione pubblica per la governance degli oceani

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La Commissione europea ha lanciato una consultazione pubblica per raccogliere pareri su come l’UE possa contribuire a migliorare la governance internazionale degli oceani e dei mari ai fini di una crescita blu sostenibile. Il Commissario Karmenu Vella, responsabile per l’Ambiente, gli affari marittimi e la pesca, ha lanciato l’iniziativa in occasione del vertice mondiale sugli oceani, riunito in Portogallo: «Oceani poco sani significano un’economia malata. Le sfide marittime globali richiedono soluzioni globali. Intendo lavorare con il massimo impegno per definire il ruolo dell’Europa nella governance internazionale degli oceani, con l’obiettivo di promuovere un’economia blu e una crescita blu sostenibili».
Il dibattito internazionale sulla governance degli oceani si va intensificando con il progressivo aumento dell’uso delle risorse marine nel mondo. La pesca illegale, lo sfruttamento incontrollato dei fondali marini e lo scarico di rifiuti in mare costituiscono solo alcune delle sfide che devono essere affrontate attraverso la cooperazione a livello mondiale. L’attuale quadro di governance internazionale degli oceani potrebbe risultare inadeguato per affrontare queste sfide, soprattutto nel 60% degli oceani che si trova al di fuori delle giurisdizioni nazionali.
Nell’Ue l’economia blu produce già il 5% del PIL e occupa quasi 5 milioni di persone. L’Europa è inoltre ai primi posti, a livello mondiale, per lo sviluppo di economie sostenibili basate sugli oceani grazie alla sua solida normativa ambientale, alla politica marittima integrata, alla riforma della politica comune della pesca e alla lotta su scala globale contro la pesca illegale.
Per definire il miglior modo di procedere la Commissione interpellerà tutte le parti interessate (organizzazioni internazionali, attori statali, ONG, imprese, ricercatori, università e società civile) attraverso una consultazione pubblica online. Completerà la consultazione una serie di contatti diretti organizzati dal Commissario con le parti interessate e i partner internazionali per raccogliere i loro pareri e discutere sulle possibili vie da seguire. La consultazione pubblica si chiuderà il 15 settembre 2015.