Ucina – Satec a Cagliari. La nautica tenta la ripartenza

NAUTICA: SALONE GENOVA; IN MOSTRA MEZZI SUBACQUEI POLIZIA

Cappellacci annuncia taglio all’Iva, interesse per l’hub nautico cagliaritano

Abbattere l’Iva per i costi di ormeggio portandola allo stesso livello dell’11% previsto per le strutture turistico – ricreative. È la promessa di Ugo Cappellacci, presidente della Regione Sardegna, nel corso della convention Ucina-Satec di Cagliari. Un appuntamento in cui è stata ribadita la necessita di un “cambio di rotta” per un settore che nel 2012 ha registrato flessioni nei contratti d’ormeggio (-26%), nei transiti (-34%), nella spesa turistica sul territorio (-56%), nei livelli occupazionali (-20mila unità). Dati, quelli dell’Osservatorio Nautico, che testimoniano di una crisi drammatica cui ha contribuito anche un deficit di programmazione. “Quella dei porti  è  una crisi che si accompagna all’immissione sul mercato di 15.000 posti barca negli ultimi cinque anni e con altri20.000 infase di realizzazione. Eredità – sottolinea Roberto Perocchio, presidente di Assomarinas – che nasce  da un eccesso di fiducia nella crescita del comparto nautico determinatasi dalla fine degli anni90”. Da qui l’invito a non impiegare le scarse risorse pubbliche nella realizzazione di nuove strutture. Sarebbe un impiego “mal disposto”, sottolinea Gian Marco Ugolini, dell’Università di Genova, e “creerebbe ulteriori danni ad un sistema di servizi che ha ora bisogno di utilizzare al meglio l’esistente e che deve riservare all’iniziativa privata le attività di marketing razionalizzando inoltre  l’occupazione degli spazi e il mercato del lavoro”. Piuttosto puntare, sull’esempio della regione Friuli Venezia Giulia, a una definizione normativa riguardo all’ impresa turistico-ricettiva qualificata con “dry marina” e “marina resort” che “apre la strada ad una fiscalità di vantaggio con un’IVA più competitiva sui servizi rapportata a benefici già presenti in altri paesi europei, comela Franciae la Spagna”.

“Il nostro impegno – spiega Cappellacci – va oltre gli aspetti finanziari e si concretizza in circa 200 milioni di euro di investimenti per completare e potenziare le nostre infrastrutture portuali per attrarre visitatori e nuovi utenti. Stiamo lavorando, altresì, per integrare l’offerta dei porti sardi con le attività turistiche delle nostre bellissime città ed aree interne e stiamo dedicando molta attenzione alla riqualificazione dei waterfront delle nostre principali città costiere (Cagliari, Olbia, Alghero, Porto Torres, etc.) creando delle “piazze sul mare” dove promuovere incontri, scambi, relazioni, eventi che favoriscano lo sviluppo delle rispettive città”.

Spicca in quest’ottica l’impegno dell’Ap di Cagliari che, afferma Perrocchio “ha avviato un’intelligente attività di recupero del waterfront  urbano del porto per trasformare Cagliari in un grande hub nautico di livello mediterraneo che certamente contribuirà ad agevolare  la ripresa del comparto” . Ed è lo stesso presidente UCINA Albertoni ha sostenere questo progetto : “Il governo ha già dato un’importante apertura ai grandi temi del settore ma ora attendiamo che col prossimo “Salva Italia” ci siano dati validi strumenti per il rilancio di tutto il comparto anche attraverso la revisione del Codice della nautica da diporto e la piena operatività del Registro internazionale della nautica da diporto che consentirebbe alle navi di bandiera italiana  di restare all’ancora nei nostri porti”.