Trieste ospita l’assemblea UETR

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Franchini: “emergenze cabotaggio e costo del carburante”

Assemblea generale a Trieste per UETR (Union Européenne Des Transporteurs Routiers), associazione con sede a Bruxelles che rappresenta oltre 200.000 imprese di autotrasporto in Europa (in particolare PMI), per un totale di 430.000 veicoli. Oltre 25 le delegazioni ospitate dalla locale CNA per discutere delle più urgenti problematiche in materia di trasporti, dal cabotaggio alla sicurezza. Tra le novità all’ordine del giorno l’ingresso della Croazia nell’associazione e la  valutazione circa l’entrata della Serbia. “L’obiettivo – spiega Giosualdo Quaini delegato in UETR per CNA Fita  – è quello di allargare la compagine, oggi uno degli interlocutori più solidi ed affidabili del settore a livello europeo, ad altri stati per fare massa critica e pesare nei confronti delle istituzioni comunitarie (Parlamento europeo, Commissione europea). L’UETR, inoltre, instaura un dialogo costante con gli altri attori portatori di interesse pubblici e privati, network ed organizzazioni di categoria”. Oltre alle delegazioni straniere era presente anche la presidente nazionale CNA-FITA Cinzia Franchini. “Le priorità del settore sono la concorrenza sleale e il costo del carburante, che è tra i più cari d’Europa. Il Fvg è ancora più colpito perché maggiormente vicino ai paesi dell’est, dove il costo del lavoro è drammaticamente basso: gli italiani assumono all’estero perché così risparmiano 2/3 sul personale, creando ulteriore disoccupazione nel nostro paese. Prima di abbattere tutte le barriere bisogna rieliquibrare le disparità”. Franchini riferisce che a livello europeo si era giunti alla vigilia della liberalizzazione, “il che avrebbe significato poter circolare senza vincoli”, ma che la questione è stata rimandata al 2014. Per la CNA-FITA la soluzione del cabotaggio resta un’emergenza, assieme all’esagerato costo del carburante. Franchini chiede inoltre più trasparenza sui requisiti degli iscritti all’albo degli autotrasportatori, che va comunque revisionato, e una scrematura delle regole: “meglio poche ma chiare”.