Telerilevamento aereo, monitorato il fiume Sarno

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Si è completato, con il sorvolo del torrente Cavaiola, il monitoraggio del sistema fluviale e idraulico del fiume Sarno con il sistema di telerilevamento aereo. L’iniziativa, che rientra nelle attività realizzate nell’ambito dell’Accordo di collaborazione tra Regione Campania (Assessorato all’ Ambiente) e Capitanerie di Porto – Guardia Costiera (Direzione Marittima di Napoli), ha visto nei giorni scorsi anche il controllo dell’area del torrente Solofrana. Per le operazioni, in considerazione della particolare conformazione del territorio sono stati usati  differenti soluzioni tra aereo ed elicottero. Nel corso della prima missione di volo dello scorso 19 dicembre, che aveva il duplice obiettivo di testare l’operatività del metodo e di effettuare un sorvolo del litorale domitio-flegreo, dalla foce Volturno al golfo di Pozzuoli, con un approfondimento su aree interne limitrofe incluse nel perimetro dei Comuni partecipanti al Patto per La Terra dei Fuochi, sono stati individuati alcuni target critici in corso di classificazione per le necessarie verifiche al suolo. Priorità è stata data all’area a nord del lago Patria su cui è presente una condizione di coincidenza tra anomalie termiche rilevate ed altri tipi di anomalie precedentemente riscontrate. Attualmente è in corso di programmazione una terza missione di telerilevamento prevista sull’asta principale del fiume Volturno e del fiume Calore beneventano. In particolare, il sorvolo del torrente Solofrana ha permesso l’acquisizione di un filmato all’infrarosso termico, già disponibile dopo 24 ore per le prime osservazioni, realizzato con camera termica FLIR modello QWIP installata su elicottero AW 139. L’analisi dei filmati  ha rilevato alcuni punti di criticità che sono stati georiferiti grazie al sistema GPS integrato sulla camera termica e che saranno verificati al suolo dalla Capitaneria di Porto di Castellamare di Stabia. Realizzata, inoltre,  una ripresa notturna sul canale all’infrarosso termico su una porzione di territorio della Terra dei Fuochi  interessata da anomalie del suolo riscontrate sia a terra (ARPAC) sia da rilievo aeromagnetico e radiometrico (MATTM).