Sustainable Cruise, la crociera riduce i rifiuti

costapacifica

Concluso il progetto europeo condotto da Costa Crociere

Si è concluso ufficialmente “Sustainable Cruise”, il progetto europeo co-finanziato dalla Commissione europea attraverso LIFE+, partito nel settembre 2011 con l’obiettivo di sperimentare, nell’ambito di una “nave pilota”, Costa Pacifica, modelli di gestione e tecnologie innovative che rispondessero agli obiettivi stabiliti dalla Direttiva europea sui rifiuti, che possono essere riassunti nelle cosiddette 3R: Riduzione, Recupero, Riciclo. Per la prima volta è stato applicato al settore delle crociere il principio secondo cui i rifiuti sono una risorsa e come tali vanno gestiti anche a bordo secondo un modello ideato da Costa Crociere e proposto all’Unione europea insieme a Ce.Si.S.P. (Centro interuniversitario per lo Sviluppo della Sostenibilità dei Prodotti), e alle aziende italiane VOMM, Contento Trade, Design Innovation, Rina Services e MedCruise, associazione che riunisce i porti crocieristici del Mediterraneo. Il progetto, del valore di 2,7 milioni di euro, è stato cofinanziato dalla Ue al 50%.
Molti i risultati raggiunti in questi tre anni di lavoro sulle tre filiere principali di rifiuti oggetto di sperimentazione – imballaggi, carta e rifiuti biodegradabili – e sul fronte del coinvolgimento delle strutture portuali, che hanno contribuito a ridurre concretamente l’impatto ambientale dei rifiuti prodotti a bordo. Il primo elemento da sottolineare è l’installazione a bordo di Costa Pacifica di un turboessicatore dedicato al trattamento dei rifiuti biodegradabili. Si tratta di un impianto di trattamento termico in due fasi, che riduce il volume del rifiuto senza alterare le caratteristiche proteiche e nutritive del cibo, rendendolo così un potenziale “prodotto” finito che, in un futuro, potrebbe essere rivenduto e/o riutilizzato. L’analisi dei liquidi derivanti da questo processo ha mostrato, inoltre, come gli oli e i grassi derivanti dal trattamento dei rifiuti biodegradabili (circa 1,9% del totale) costituiscano un materiale ricco di qualità riutilizzabile potenzialmente come biocarburante.
Sul fronte della riduzione degli imballaggi i principali risultati sono stati ottenuti grazie alla sostituzione delle bottiglie in vetro di acqua minerale (che rappresentavano circa il 50% del vetro presente a bordo) con bottiglie in plastica PET riciclabile.  Sono state oltre 11.900 per ogni crociera le bottiglie di vetro sostituite con bottiglie in plastica PET riciclabili per un totale di 7.300 kg di vetro risparmiati (differenza media 2011/2014). In termini di contributo all’effetto serra passare dal vetro, prodotto con un processo altamente energivoro, alla plastica PET permette una riduzione delle emissioni del 50% del ciclo di vita delle bottiglie, pari a circa 120 gr di CO2 equivalente in meno al giorno per ciascun passeggero e 342 kg di CO2 equivalente per ogni giorno di crociera. Altrettanto sostenibile è stata la sostituzione dei vasetti di yogurt in plastica con brik in tetrapak da 1 litro: in questo caso sono stati 6.500 i vasetti di yogurt in meno per crociera per 33 kg totali di plastica risparmiata (differenza media 2011/2014).
Non meno significative sono state le azioni volte alla riduzione dei rifiuti cartacei: sono stati oltre 1.400 i passeggeri coinvolti attivamente nelle attività di educazione ambientale sull’uso consapevole della carta (Laboratori Creativi e Sustainable Quiz), a cui si aggiungono più di 18.000 dipendenti Costa che sono stati raggiunti da una serie di messaggi di sensibilizzazione elaborati nell’ambito del progetto.
Tra le attività di riduzione dei rifiuti alla fonte va sottolineata la digitalizzate delle informazioni contenute nei diversi materiali cartacei presenti a bordo, come ad esempio l’azione pilota su Costa Pacifica di riduzione del 50% della dimensione della newsletter “Today”, uno degli strumenti di informazione cartacei più diffusi a bordo.
A rendere ancora più interessante la sperimentazione realizzata attraverso “Sustainable Cruise” su queste tre filiere è la possibilità di integrarle per mezzo del turboessicatore. Prove realizzate in laboratorio hanno dimostrato, infatti, come sia possibile utilizzare l’impianto per il trattamento a bordo di plastica PET – realizzando granuli di PET riciclato pronti per essere immessi in nuovi cicli di vita di materiali plastici con una ulteriore riduzione delle emissioni di gas serra pari al 60% – e carta, ottenendo semilavorati igienizzati adatti al conferimento in cartiera per il riciclo o utilizzabili come additivi o biomassa.
Grazie al progetto è stato possibile, inoltre, testare in concreto l’applicazione della normativa nazionale ed europea sul tema rifiuti scoprendo aree di miglioramento che è fondamentale implementare per aumentare la sostenibilità del settore: in particolare, la normativa nazionale relativa ai rifiuti sbarcati a terra non consente ad oggi di classificare il materiale prodotto dal turboessicatore come “materia prima secondaria” anche se, per le sue qualità, è possibile ipotizzarne l’utilizzo per successive lavorazioni. Una volta scaricato il prodotto della lavorazione a bordo è a tutti gli effetti considerato un rifiuto e come tale non può essere gestito da Costa Crociere e distribuito sul mercato.
Infine, va sottolineato il lavoro svolto nell’ambito di “Sustainable Cruise” al fine di integrare le attività sperimentate a bordo con i servizi di gestione e trattamento dei rifiuti presenti presso le strutture portuali: 52 porti del Mediterraneo sono stati coinvolti in un’attività di “censimento” delle strutture dedicate alla gestione dei rifiuti realizzata attraverso la creazione di una piattaforma web dedicata, che sarà aggiornata due volte all’anno. Alcuni tra i porti coinvolti prenderanno parte ad un percorso pilota per fornire servizi avanzati di gestione dei rifiuti ad una nave Costa Crociere lungo il suo itinerario nel corso della prossima stagione crocieristica.