Strasburgo, dal CEF 23,2 miliardi per ferro e autostrade del mare

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Finanzieranno ferrovie e autostrade del mare. Civitavecchia esce dalle Ten-t

Accelerare il finanziamento dei progetti infrastrutturali nei settori dei trasporti, dell’energia e delle telecomunicazioni. Con 583 voti favorevoli, 91 contrari e 17 astensioni il Parlamento europeo ha adottato un nuovo meccanismo per il Connecting Europe Facility (CEF) stanziando per il periodo 2014-2020 circa 29,3 miliardi di euro. Di questi, 23,2 miliardi saranno utilizzati per migliorare i collegamenti transfrontalieri ed eliminare le strozzature nel settore dei trasporti; 5,12 miliardi di euro per l’energia (modernizzare ed espandere le infrastrutture energetiche e aumentare la sicurezza degli approvvigionamenti) e 1 miliardo per le telecomunicazioni (stimolare lo sviluppo di reti a banda larga e dei servizi digitali). “Lo strumento di finanziamento contribuirà a sviluppare ferrovie sostenibili e le “autostrade del mare”, nonché a migliorare l’interoperabilità – in un momento in cui le infrastrutture si stanno deteriorando”, ha affermato la co-relatrice Inés Ayala Sender, sottolineando che i governi devono ora raccogliere la sfida. In una votazione separata, i deputati hanno approvato anche le linee guida che definiscono i principi e le priorità comuni per il completamento della rete TEN-T, che ha il fine di collegare le grandi città e porti per formare un’efficiente rete di trasporto transeuropea strada-rotaia-aria-acqua. Le linee guida TEN-T sono state approvate con 546 voti a 104 e 41 astenuti. “Il bilancio per le infrastrutture – sottolinea la segretari dell’Espo, Isabelle Ryckbost – è stato triplicato rispetto al periodo 2007-2014. Ci aspettiamo che una congrua parte dei fondi sarà utilizzata per migliorare le infrastrutture portuali e per meglio integrare questi nodi fondamentali della Ten-T”. L’Espo considera in modo favorevole l’attenzione prestata da Strasburgo allo sviluppo delle “autostrade del mare”.  “Se ben utilizzate , possono essere uno strumento importante per aumentare il trasporto marittimo intra-UE e rafforzare la cooperazione tra i porti europei”. Il voto conferma la presenza dei quattro corridoi che riguardano direttamente l’Italia: il “Mediterraneo”, l’Helsinki-La Valletta, il Genova-Rotterdam e il Baltico-Adriatico. Non è invece stato incluso il porto di Civitavecchia, una decisione che il presidente degli europarlamentari del Pd David Sassoli ha definito “inaccettabile’”, chiedendo al commissario Ue ai Trasporti, Siim Kallas, di “riesaminare la questione”.

I corridoi “italiani”

Il corridoio ferroviario ‘Mediterraneo’ collegherà trasversalmente l’’Europa dal Portogallo all’Ucraina e comprende la linea ad alta velocità Torino-Lione e l’attraversamento della Pianura Padana fino a Trieste, per poi proseguire verso Est. Attraverso Trieste, arrivando da Klagenfurt via Tarvisio, passerà anche il nuovo corridoio ‘Baltico-Adriatico’ che, partendo dall’Europa Nord-orientale, raggiungerà Venezia e Ravenna. Il corridoio Helsinki-La Valletta a Napoli si biforcherà: da un lato verso Taranto e Bari, dall’altro raggiungerà Palermo da dove proseguirà via mare fino a Malta.