Stato di agitazione dei lavoratori portuali e dei servizi tecnico nautici

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Lavoratori dei porti e servizi tecnico nautici hanno proclamato dal 13 febbraio lo stato di agitazione dopo l’illustrazione delle linee guida sul Piano Strategico Nazionale dei porti e della logistica. La decisione nasce dalla mancanza di risposte da parte del Governo sulla “diatriba di competenze che si è scatenata tra il ministero delle Infrastrutture e Trasporti e il ministero dello Sviluppo Economico sul Ddl concorrenza”. Ribadendo la necessità di un sistema di regole in grado di stabilire stabilità e qualificazione del lavoro e la difesa dell’attuale regolamentazione dei servizi tecnico nautici, sindacati e principali associazioni del comparto chiedono tra l’altro una soluzione “all’erronea applicazione del D.L. 78/2010 ai dipendenti delle Ap che, nonostante le recenti modifiche introdotte dalla legge di stabilità, continua a penalizzare i lavoratori”. “Non abbiamo registrato – chiude una nota – come si intenda intervenire per i danni prodotti dalla scelta politica di commissariamento della stragrande maggioranza dei porti e delle conseguenti ricadute sul piano della programmazione e dell’occupazione”.