Sportello Unico, a Ravenna è (quasi) realtà

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Funziona la procedura introdotta a febbraio, prossima tappa Civitavecchia

“Al porto di Ravenna saremo presto a regime con la completa operatività dello Sportello Unico Doganale nella sua forma compiuta”. Parole del presidente dell’Ap, Galliano Di Marco, che illustrano il ruolo di capofila dello scalo nel complicato iter di digitalizzazione del processo di sdoganamento delle merci avviato dall’Agenzia delle Dogane. Dal 12 febbraio scorso, infatti, è operativa nello scalo ravennate la nuova procedura che consente di abbattere drasticamente i tempi di attesa per lo svincolo delle merci e di ridurre i costi sopportati dagli operatori chiamati finora a fornire più volte alle diverse Amministrazioni le medesime informazioni. “Come è stato detto appena qualche giorno fa dal Presidente del Consiglio Nazionale degli Spedizionieri Doganali – sottolinea Di Marco –  riuscire a migliorare le singole fasi di procedure di commercio internazionale così complesse, potrà contribuire ad un parziale recupero dei traffici in fuga dal nostro Paese con un beneficio derivante dall’aumento del volume complessivo delle entrate sia a favore dello Stato che del settore privato”.

La difficoltà del processo sta innanzitutto nel coinvolgere i numerosi soggetti facenti capo a differenti amministrazioni. Un’operazione di “sintonizzazione” per un sistema elefantiaco che prevede fino a 68 diversi certificati/nulla osta, il cui rilascio compete a 18 differenti enti gestita dal punto di vista normativo e operativo dall’agenzia delle Dogane. “Abbiamo deciso di mettere al centro dell’attenzione il processo di business sia degli operatori sia delle Amministrazione cui competono i controlli” – spiega Teresa Alvaro, Direttore Centrale Tecnologie per l’Innovazione dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli – “in quanto si determinano sostanziali semplificazioni se e solo se si riduce il grado di incertezza rispetto a ciò che ognuno deve fare”.

In questo contesto lo scalo di Ravenna è stato individuato come ufficio pilota in ragione dei volumi e delle tipologie di merci movimentate. Dai primi risultati sono emerse utili indicazioni per la messa a punto del sistema che verrà a breve esteso anche al Porto di Civitavecchia e successivamente agli altri scali. Il sistema conclude Di Marco permetterà “controlli più selettivi, un significativo risparmio di tempo ed una maggiore facilità nella compilazione e presentazione delle dichiarazioni, che avverranno attraverso un portale interattivo grazie al quale, tra le altre cose, gli operatori potranno seguire in tempo reale la propria procedura di svincolo della merce.