Somalia, il governo vuole sviluppare il sistema portuale

A general view shows activity at Somali's northern port town of Bosasso, November 24, 2008. Somali pirates holding a Saudi supertanker after the largest hijacking in maritime history have reduced their ransom demand to $15 million, an Islamist leader and regional maritime group both said on Monday. REUTERS/Abdiqani Hassan (SOMALIA)

La Somalia svilupperà il proprio sistema portuale per evitare l’eccessiva dipendenza dal porto di Gibuti. Port Sudan, Mombasa e Berbera sono gli scali regionali individuati dal governo di Addis Abeba su cui distribuire la maggior parte del flusso merci destinate al Paese.
Il piano sarà finanziato dai finanziamenti multilaterali disponibili nel settore dei trasporti per l’ampliamento ed il miglioramento della rete ferroviaria e stradale (Corridoio di Berbera) verso i paesi di confine. “Con i necessari lavori di miglioramento e l’aumento della capacità delle banchine, moli e cantieri – spiega una nota della Farnesina –  il porto di Berbera, in Somaliland, potrebbe diventare un importante canale alternativo di entrata ed uscita di merci da e per l’Etiopia poiché si trova praticamente alla stessa distanza da Addis Abeba rispetto al Porto di Gibuti”. Tre le compagnie internazionali di trasporto marittimo in lizza per il contratto di sviluppo e gestione del porto (le opere dovrebbero partire all’inizio del 2016): la francese Bollorè, la svizzera MSC e l’emiratina DP World, già interessata alla gestione del porto di Gibuti.
L’iniziativa si inserisce in un clima di ripresa negli investimenti in infrastrutture di trasporto comune a tutti i paesi del Corno d’Africa, favorito anche dal progressivo controllo del fenomeno della pirateria e in una stabilizzazione della regione che sta dirottando importanti capitali internazionali verso la Somalia centro-meridionale.
In quest’ottica il Porto di Bosasso in Puntland, attualmente gestito dalla compagnia emiratina  Divers Marine Contracting, potrebbe risultare strategico per la sua  posizione privilegiata, nella rotta dei trasporti tra l’Africa Orientale e il Golfo Persico da una parte ed il Mediterraneo dall’altra.
A Mogadisco, invece, è la turca al-Bayrak, società vincitrice nel 2014 del contratto ventennale di gestione, che sta sviluppando e modernizzando le attuali strutture. Operazione che vede particolarmente interessato  il Governo federale, le cui entrate fiscali dipendono attualmente in gran parte proprio dal gettito proveniente dalla movimentazione di merci. “A tale riguardo le imprese turche stanno consolidando la loro presa sul commercio internazionale della Somalia ed hanno ottenuto anche il controllo di qualità delle merci importate, delegato appunto alla PGM di Istanbul”.
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