Sarà soppresso l’Ente autonomo porto di Messina

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Fine corsa per l’Ente Autonomo Porto di Messina. L’assemblea regionale siciliana ha approvato ieri una mozione che impegna la giunta a mettere in atto gli adempimenti necessari per pervenire rapidamente alla sua soppressione. Nato nel 1953 per attuare la realizzazione del Punto Franco (legge 191 del 15 marzo 1951), l’E.A.P.M., il cui consiglio di amministrazione fu ricostituito nel 2006 dopo un lungo periodo di commissariamento, è stato al centro di un lungo braccio di ferro con l’Autorità portuale di cui duplicava parte delle competenze. La contesa, cominciata nel 1996, è stata chiusa dalla I Sezione del Tribunale Civile di Messina (sentenza n.196/13) che, come ricorda la mozione,  ha riconosciuto “la titolarità delle aree della Zona Falcata di Messina all’Autorità Portuale, incluse le aree destinate al cosiddetto Punto Franco la cui istituzione, mai avvenuta, giustificava l’esistenza dell’Ente Porto di Messina”. L’atto approvato dall’assemblea prevede anche di “sviluppare tutte le iniziative necessarie per rilanciare le attività portuali, tutelare le attività produttive ecocompatibili esistenti, bonificare le aree degradate, valorizzare i beni culturali che insistono nella zona falcata consentendo alla città di Messina ed, in una fase di grave crisi economica e sociale, utilizzare aree di grandissimo pregio al fine di promuovere sviluppo economico sostenibile ed occupazione”. Nel solo 2011 l’Ente Porto, additato spesso come esempio di carrozzone clientelare, ha elargito consulenze per circa 43 mila euro.