Salone dell’Auto Monaco di Baviera: aumenteranno sensibilmente i prezzi delle vetture nel 2022?

Uno studio Euler Hermes (Gruppo Allianz) analizza il settore e giunge alla conclusione che, il prossimo anno, i prezzi delle auto potrebbero aumentare dal +3 al +6%.

Lo storico Salone di Francoforte (IAA), si sposterà quest’anno nella sede di Monaco di Baviera, una decisione presa dalla VDA, l’associazione dell’industria automobilistica tedesca, dopo la prima edizione avvenuta nel 1952.
Il nuovo Salone dell’Auto Monaco di Bavieradal 7 al 12 settembre 2021, prevede, tra le altre novità, una “Blue Lane” per la prova dei nuovi mezzi eco-sostenibili.

Per l’occasione Euler Hermes (Gruppo Allianz) ha analizzato gli aspetti economici più rilevanti del settore e ipotizzato scenari già dal prossimo anno.

Lo studio “La carenza di chip fa aumentare il potere di determinazione dei prezzi delle case automobilistiche in Europa” parte dal primo trimestre 2020, in concomitanza con i blocchi pandemici e con la frenata del commercio.
È allora che si è palesata la necessità, da parte dei produttori di automobili, di mettere in atto piani di produzione just-in time, atti a ridurre al minimo lo stoccaggio e perfino la produzione stessa.

Questo processo ha innescato un effetto domino che si è ripercosso a ritroso con interruzioni su tutta la catena di approvvigionamento.
Tra le materie prime che hanno registrato una carenza senza precedenti ci sono i chip e i materiali semiconduttori di cui sono fatti: praticamente cuore e cervello della nuova industria automotive elettronica.
Le conseguenze nel 2020 sono state: crollo delle vendite, crollo della produzione e crollo degli approvvigionamenti.

Nel primo semestre di quest’anno, la domanda di nuovi veicoli in Europa ha invece beneficiato della grande riapertura, con le immatricolazioni che sono cresciute del +25,2% (+1,354 milioni di unità) rispetto alla prima metà del 2020. Volumi in forte crescita, anche se ancora inferiori al pre-crisi (+1.553 milioni di unità nella prima metà del 2019).
Ma questa è solo la punta dell’iceberg del mercato che sta assistendo a un profondo squilibrio tra domanda e offerta che potrebbe durare fino al primo semestre del 2022.
L’aumento della domanda è dovuto a diverse ragioni: la propensione all’utilizzo dei risparmi accumulati dalle famiglie nei mesi scorsi, il desiderio generalizzato di essere meno dipendenti ed esposti al trasporto collettivo, lo switch verso i motori elettrici o la necessità per le società di autonoleggio di aggiornare le proprie flotte

Questa richiesta sta dando vita a un allineamento di stelle senza precedenti per le case automobilistiche e forse a una tempesta perfetta per i consumatori.
A fronte del livello molto elevato di domanda, si sta verificando, infatti, un’ottimizzazione della capacità produttiva (riflesso di severi aggiustamenti operati durante la pandemia) e un livello di scorte (offerta) molto basso.
Il fattore su cui probabilmente stanno facendo la loro miglior leva i produttori è la carenza delle materie prime, la relativa impennata dei loro prezzi e l’aumento dei tempi e dei costi di spedizione. Su tutte, spiccano proprio i chip e i materiali semiconduttori, sempre più essenziali per gli automatismi delle auto di nuova generazione e sempre più oggetto di accaparramenti e speculazioni commerciali.

Il risultato è che per il primo semestre 2022 le case automobilistiche si appresteranno abilmente, dopo quasi 20 anni di vincoli, ad aumentare i prezzi dal +3 al +6% (+4% in Germania, +2,4% e +5,8% rispettivamente per Spagna e Italia e un valore oscillante tra +0,8% e +5,0% per la Francia).

Una prospettiva allarmante per i consumatori, anche se non definitiva e ancora soggetta a diverse variabili – come il protrarsi della Pandemia, il ritorno alla disponibilità delle materie prime e la reale capacità di determinazione del prezzo da parte dei produttori.