Rimozione di ordigni bellici sommersi nel porto di Napoli

i-palombari-del-nucleo-sdai

La Capitaneria di Porto di Napoli disciplina l’accesso e il transito nelle aree portuali e in mare

Napoli, 26 maggio 2019 – Nella mattinata di ieri sono stati fatti esplodere, in una zona di sicurezza al largo di Napoli individuata dall’Autorità marittima, una bomba d’aereo inglese da 500 libbre e tre proiettili di artiglieria di grosso calibro, risalenti alla seconda guerra mondiale, ritrovati nel porto di Napoli.

Nei giorni scorsi, infatti, a seguito della segnalazione da parte dei sommozzatori della polizia di stato, intenti a controllare le banchine del porto in previsione delle prossime Universiadi che si terranno in città nel prossimo mese di Luglio, sono stati ritrovati nei pressi del Molo Beverello quattro ordigni bellici, con ancora un elevato potere esplosivo, che si erano oramai confusi nel fondale marino con forme e colori simili ai detriti sparsi.

L’operazione di brillamento è stata condotta dai palombari del Gruppo operativo subacquei (GOS) della Marina Militare, distaccati presso i nuclei Sdai di Napoli (Sminamento Difesa Antimezzi Insidiosi).

L’intervento d’urgenza è stato richiesto dalla Prefettura che ha disposto l’evacuazione della Stazione Marittima e del molo Beverello, e l’interdizione del traffico pedonale e veicolare della limitrofa via Acton.

Dalle prime luci dell’alba di ieri, sabato 25 maggio, la Capitaneria di porto di Napoli ha inoltre interdetto l’accesso al pubblico nell’area portuale interessata dalle operazioni di rimozione e disposto il divieto di transito e ormeggio alle navi nelle banchine antistanti il luogo del ritrovamento. Per alcuni minuti è stato disposto anche alle unità in ingresso e in uscita in porto di non avvicinarsi ai mezzi impiegati nel brillamento, prevedendo opportune rotte di atterraggio e di uscita dal porto per ragioni di sicurezza.

Alle 5.15 sono iniziate le operazioni di rimozione dal fondo degli ordigni esplosivi, che, imbragati e rimorchiati a distanza fino a raggiungere una zona di sicurezza individuata dall’autorità marittima, sono stati distrutti.

Del brillamento è stato avvertito l’Osservatorio Vesuviano, che ha puntualmente registrato l’onda d’urto provocata dalla deflagrazione.