Riccardo Fuochi sulla crisi Hanjin

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La crisi dell’HANJIN LINE sta causando enormi danni a tutta l’economia Italiana. Hanjin è in stato di insolvenza e in pratica l’operatività delle loro navi è bloccata in tutto il mondo. Alcune navi sono state messe sotto sequestro in alcuni Porti, altre hanno dichiarato “fine viaggio” in porti intermedi altre sono alla fonda in attesa di istruzioni. Abbiamo visto notizie di  stampa che annunciano interventi da parte del governo Coreano ma non si ha ancora una chiara visione di quali saranno le soluzioni per il rilascio dei contenitori. Da tener presente che Hanjin fa parte di un’alleanza di 6 compagnie marittime e quindi le loro navi trasportano contenitori per conto delle altre compagnie. Si parla di decine di migliaia di contenitori sia in importazione ma anche in esportazione con danni inestimabili che i ritardi nella consegna delle merci possono causare alle aziende e all’occupazione. Sappiamo che il sistema del trasporto marittimo dei contenitori è in uno stato di crisi, dovuto all’eccesso di stiva, alla spinta verso il basso dei noli e ad altri fattori. Da un certo punto di vista questa era, purtroppo una situazione inevitabile, visto che per troppo tempo sono stati forniti servizi sottocosto, spinti da una parte da un mercato alla disperata ricerca di risparmi ad ogni costo e dall’altra da una guerra suicida tra i vari carriers. Questa tendenza non può che portare ad una guerra dove i pochi vittoriosi saranno in grado di monopolizzare il mercato a scapito anche di coloro che pensavano di sfruttare l’allenatore difficoltà del settore dovute anche ad un’errata previsione di volumi che la crisi ha ridotto drasticamente. Diventa quindi fondamentale sensibilizzare operatori e caricatori e far capire che richiedere e ottenere servizi sottocosto non può che portare a situazioni incontrollabili e controproducenti per tutti. Devo anche dire che, in questo contesto drammatico, il Propeller ha saputo ancora una volta fare squadra attivando il proprio network e consentendo di avere a disposizione informazioni chiare e precise che hanno consentito agli operatori di poter attuare una sertie di misure corrrettive, sicuramente non risolutive, ma in grado di contenere i danni. Ora è il momento di continuare ad agire anche a livello sovranazionale, e auspichiamo che gli interventi di Confetra, Fedespedi, Federagenti ed altre associazioni possamo stimolare il mercato ad implementere modelli di business a lungotermine sostenibili economicamente per tutti gli operatori dello shipping.

Riccardo Fuochi, Presidente del The International Propeller Port Club of Milan.