Regno di Nettuno, se non cambia meglio abolirlo

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Proposta choc dei Verdi: “un tappo per l’economia di Ischia e Procida”

Centri diving, pescatori dei Campi Flegrei, diportisti. Sono tra le categorie più colpite dalla rigidità dei regolamenti dell’area marina Regno di Nettuno. Vero e proprio “tappo” per l’economia di Ischia e Procida secondo il responsabile regionale dei Verdi Ecologisti Francesco Emilio Borrelli ed il capogruppo al consiglio comunale di Pozzuoli del Sole che Ride Paolo Tozzi. “Se continua così e non ci saranno modifiche anche se a malincuore sarà necessario abolire l’Area Marina Protetta di Ischia e Procida che fino ad oggi purtroppo ha funzionato poco e male”, spiegano. Da qui la proposta di un ripensamento radicale delle regole che governano l’area, istituita nel 2007 (al termine di un iter cominciato nel 1991) e gestita da un Consorzio costituito tra sette comuni.  “Abbiamo deciso di presentare un ordine del giorno a partire proprio dal comune di Pozzuoli – continuano Borrelli e Tozzi – per ottenere in accordo con l’amministrazione la richiesta di una revisione urgente dei decreti ministeriali che hanno fissato delle limitazioni a tratti punitive per i comuni flegrei”. Sotto accusa l’inefficacia di regole che “non creano sviluppo e maggiore protezione ambientale sui comuni isolani che avrebbero innanzitutto bisogno di un depuratore e non di una caccia alle streghe o di salassi inaccettabili contro i diportisti”. Per Borrelli e Tozzi “i tempi sono maturi per ottenere delle modifiche concordate tra i comuni flegrei, quelli isolani ed il Ministero dell’Ambiente che portino sviluppo economico e turistico con limitazioni ragionevoli e non irrazionali o addirittura inutili”.