Registri navali, Panama resiste alla crisi

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Rallenta la crescita per la ripresa delle rottamazioni

Il Registro navale di Panama si conferma il più grande al mondo. Con 221,44 milioni di tonnellate di stazza sotto bandiera ha però registrato una crescita nettamente inferiore (“soli” 6,24 milioni di tonnellate) rispetto agli anni precedenti. Seguono la Liberia (127,2 milioni gt, +6,24 milioni gt nel 2012) e le Isole Marshall (85,75 milioni di gt, +9,75milioni gt). L’inversione di tendenza per le tre bandiere di comodo maggiormente rappresentative è una conseguenza della ripresa della rottamazioni che, stando ai dati di Clarkson, sono aumentate l’anno scorso fino a 36,3 milioni di gt rispetto ai 26,69 milioni gt e 19, 36 milioni gt dei due anni precedenti.

A caratterizzare l’ampio ricorso alla bandiera panamense i particolari vantaggi garantiti riguardo la facilità di utilizzo e la bassa tassazione fiscale (niente imposte sul reddito). Nella fase di registrazione tutte le navi devono pagare una tassa di iscrizione valida sei mesi e su scala variabile, più una tassa di concessione governativa. La tassa di registrazione, nel 2011, variava da 500 dollari (per le navi fino 2mila tonnellate) a un massimo di 6.500 dollari mentre il contributo annuale si calcolava in ragione di 10 centesimi di dollaro al netto delle tonnellate (più altri oneri). Per le unità che prestano servizio all’estero l’imposta variava dai 1.200 ai 3.000 dollari.

Le favorevoli condizioni economiche (che si estendono anche agli oneri sui contributi nei confronti dell’equipaggio) sembrano non influenzare la “qualità” in termini di sicurezza. Panama, Liberia e isole Marshall rientrano nella white list stilata dall’Emsa (European Maritime Safety Agency) sulla scorta delle ispezioni e delle detenzioni di navi registrate dall’attività di Port State Control nell’arco dell’ultimo triennio. Le tre bandiere sono rispettivamente in 35°, 23° e 17° posizione (sugli 80 registri censiti) con 18, 24 e 36 navi bloccate dalle autorità internazionali.