Regione Campania, via libera alle Zes nei porti di Napoli e Salerno

de luca

La Giunta Regionale della Campania ha approvato il documento di base per l’istituzione della Zona Economica Speciale dei Porti e delle aree retroportuali di Napoli e Salerno e dell’area di Bagnoli. La proposta sarà sottoposta al governo nei prossimi giorni che la inoltrerà alla Commissione europea nell’ambito di un piano nazionale per l’avvio sperimentale delle prime Zes. L’iniziativa prevede la sperimentazione della Zes in alcune aree e direttrici a forte consistenza logistica, infrastrutturale e produttiva (i porti di Napoli e Salerno; l’area Est di Napoli; l’area industriale di Salerno; Bagnoli e l’area ex Nato; le aree produttive del Porto di Castellammare e dell’agro nocerino-sarnese; le direttrici di Salerno verso Pontecagnano- Battipaglia – Eboli; gli interporti e le relative aree dei consorzi Asi di Nola – Acerra e di Marcianise; l’area di Valle Ufita). “Continueremo il lavoro in corso da tempo con il Governo per far sì che la Zes della Campania, insieme a quella di Gioia Tauro, sia tra i due progetti pilota per il Mezzogiorno,” ha dichiarato l’Assessore alle attività produttive Amedeo Lepore. “Intanto, sottolineiamo l’apporto positivo fornito dalle forze sociali e produttive, dall’Autorità Portuale e dalle principali istituzioni locali per giungere a un primo risultato di grande importanza per l’attrazione di investimenti e lo sviluppo economico della Campania”. In una seconda fase si potrà estendere l’intervento anche ad altre aree, come quelle indicate nel documento (l’area logistica di Contrada Olivola/Roseto a Benevento; le aree della Valle dell’Irno e di Fisciano, Castel S. Giorgio e Mercato San Severino; le aree di Pianodardine e di Calaggio; l’area di Carinaro, Teverola e Gricignano). Nel documento sono anche state indicate tutte le opportunità disponibili per le Zes in termini di incentivi finanziari, di sgravi e di esenzioni doganali e fiscali, di semplificazioni normative e amministrative, che dovranno essere definite in un successivo provvedimento del Governo.