Recovery Fund: il movimento Giusto Mezzo incontra il Ministro Vincenzo Amendola

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La portavoce Cristina Sivieri Tagliabue: “Si tratta di un percorso lungo, i fondi arriveranno nel 2023 e dovranno essere spesi entro il 2026. C’è tempo per lavorare bene”.

Roma, 15 ottobre 2020 – Il Giusto Mezzo, movimento spontaneo che si ispira alla campagna europea #HalfOfIt per destinare la metà del #nextGenerationEU alle donne, ha incontrato questa mattina il Ministro per gli Affari Europei, Vincenzo Amendola.

Una delegazione ha portato le istanze della società civile – la petizione ha raggiunto 40.000 firme sul sito www.ilgiustomezzo.it – e chiesto interventi straordinari e non frammentati su: servizi per la cura della persone (dall’infanzia alla terza età), occupazione e imprenditorialità femminile, disparità di genere.

Presente anche l’associazione Le Contemporanee che ha l’obiettivo di arrivare a un libro bianco per il rilancio della occupazione femminile e che nei giorni precedenti aveva consegnato al Premier una lettera firmata da autorevoli parlamentari, giornaliste e accademiche a sostegno della petizione della società civile che chiede di utilizzare le risorse del Recovery Fund per colmare il divario di genere nel nostro Paese.

“Concretamente parliamo di asili nido e scuola a tempo pieno per tutto il Paese, leggi come quella sul gender pay gap o il congedo di paternità obbligatorio per i padri di almeno 5 mesi, investimenti in settori ad alta occupazione femminile e fondi per imprenditoria femminile.”

ha dichiarato Cristina Sivieri Tagliabue, portavoce del movimento Giusto Mezzo. L’incontro con il Ministro Amendola ha rappresentato un passaggio importante e significativo dopo le parole di ieri del Premier Giuseppe Conte che si è impegnato ad accogliere la risoluzione della maggioranza a favore della destinazione di una significativa parte del Recovery Fund per sostenere l’occupazione femminile.

“Il Ministro ci ha spiegato che i fondi europei arriveranno entro il 2023 e dovranno essere spesi entro il 2026. C’è tempo per fare un buon lavoro.

Abbiamo definito insieme alcuni possibili passi successivi, ad esempio gruppi di lavoro più tecnici su premialità delle riforme e analisi di impatto di genere, oltre alla redazione di un libro bianco realizzato con massimi esperte ed esperti per presentare proposte concrete e documentate su come investire i soldi del Next Generation EU a beneficio di una società più equa e di tutta l’economia”, prosegue Sivieri Tagliabue.

Martedì 13 ottobre, in occasione della discussione di Camera e Senato sulle priorità da definire per l’utilizzo del Recovery Fund, si era svolto il flash mob organizzato dal movimento Giusto Mezzo.

Le promotrici avevano “vestito” dei cartelli-sandwich con frasi scelte tra quelle pervenute in occasione della campagna #NONÉGIUSTO corsa in rete nei giorni precedenti.