Ravenna entra in UIRNet

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Calo dei container in un mese di gennaio positivo per i traffici

L’Autorità Portuale di Ravenna è entrata in UIRNet S.p.A., soggetto attuatore unico per la realizzazione e gestione della Piattaforma della rete Logistica Nazionale (PLN), il cui fine è offrire servizi per migliorare l’efficienza dei processi logistici e aumentare la sicurezza e la sostenibilità del sistema dei trasporti, consentendo l’interconnessione tra traportatori, aziende di logista, Istituzioni, interporti e centri logistici di interscambio modale, ed in questo senso UIRNet coordinerà ed integrerà tale Piattaforma con le piattaforme realizzate dalle singole Autorità Portuali (Port Community System). La partecipazione dell’Ap consentirà di seguire da vicino una serie di iniziative che si prospettano come di grande rilievo e, quindi, faciliterà una rapida attivazione della connessione del Port Community System di Ravenna alla Piattaforma Logistica Nazionale e l’avvio di progetti del tipo “fast corridor” dei quali  è chiara la portata in termini di vantaggio competitivo. In sostanza, grazie a queste nuove modalità di trasmissione dei dati sarà possibile arricchire con i dati generati in porto la qualità dei servizi forniti agli operatori esterni al porto (autotrasporto, ricevitori/caricatori, nodi logistici, interporti, ecc.), aumentando, tra l’altro, la sicurezza del trasporto anche ai fini doganali. La partecipazione favorirà anche la prossima sperimentazione delle nuove procedure di “sdoganamento in mare”, sia, più in generale,  in quello dello sviluppo delle Autostrade del Mare che, ricordiamolo, a Ravenna nell’ultimo anno sono cresciute del 107%. “Ovviamente – afferma Galliano Di Marco  presidente dell’Ap – il porto deve essere in grado di fornire tutte le informazioni necessarie alla Piattaforma Logistica Nazionale ed è quello su cui ci si sta impegnando da tempo con le varie categorie di operatori. Ricordiamo che a Ravenna è in funzione, primo in Italia, lo Sportello Unico Doganale e il pre-clearing, e si sta lavorando per la realizzazione dello sdoganamento in mare. Non avrebbe senso, infatti, realizzare le grandi opere di sviluppo infrastrutturale dello scalo, penso all’approfondimento dei fondali in primis, se non si procedesse parallelamente al miglioramento ed all’ottimizzazione della qualità dei servizi legati alle operazioni portuali, poiché anche da questi dipende la competitività dello scalo. Garantire questo livello di servizi, diviene, peraltro, condizione indispensabile per essere considerati scalo valida porta di accesso alle merci provenienti dall’Asia e questo, con l’imminente traffico che comporterà l’EXPO 2015, candida Ravenna a svolgere in maniera eccellente tale ruolo. L’ingresso dell’Autorità Portuale di Ravenna, prima fra tutte le Autorità Portuali italiane, nella compagine societaria di UIRNet, seppure con una molto esigua quota, va in questo senso e sicuramente consentirà di tenere monitorati con più efficacia i suoi sviluppi e di giocare un ruolo all’interno dei processi decisionali”. Intanto lo scalo ha registrato lo scorso gennaio un incremento del 16,8% dei traffici. Un risultato positivo che sconta però la netta flessione del settore container (-11,2%) con 13.142 Teu movimentati. Sul dato il presidente di Marco ha espresso la sua preoccupazione ribadendo che “non è più rinviabile l’intervento di approfondimento dei fondali, il quale, peraltro, è atteso da tutti gli operatori, molti dei quali rimasti a Ravenna proprio perché prospettato loro l’avvio imminente di questa grande opera di potenziamento dello scalo”.  “A seguito della pubblicazione del Decreto Legge cosiddetto “Destinazione Italia” – fa sapere l’Ap – si è provveduto alla trasmissione, per l’esame del CIPE, di progetti già definitivi ed appaltabili in tempi brevissimi, per oltre 40 milioni di Euro, relativamente alla realizzazione di pontili di attracco per i traghetti in Largo Trattaroli e opere collaterali per il potenziamento del trasferimento modale all’interno del porto, alla ristrutturazione della banchina cosiddetta Marcegaglia ed alla ristrutturazione della Banchina cosiddetta Magazzini Generali”.