Protocolli di legalità per le Ap di Livorno e Piombino

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Clausole più stringenti in capo ai partecipanti ai bandi di gara promulgati dalle Autorità portuali di Livorno e di Piombino. Sono tra le misure previste dai protocolli di legalità stipulati dai due presidenti degli enti presso la Prefettura di Livorno alla presenza del vice ministro dell’interno Filippo Bubbico. Il Prefetto Tiziana Giovanna Costantino ha sottolineato l’importanza delle attività svolte per lo sviluppo del territorio dalle Ap evidenziando la necessità che le nuove opportunità di crescita, attraverso l’efficace impegno di tutte le Istituzioni, devono svilupparsi in un percorso di adeguato contrasto all’illegalità e al condizionamento della criminalità organizzata nel mercato del lavoro e degli appalti pubblici.

L’Autorità portuale di Livorno, in particolare, è una delle principali stazioni appaltanti della Regione Toscana, in quanto le è affidato il compito di provvedere alla realizzazione delle infrastrutture portuali, che sono di grande rilevanza ai fini dello sviluppo dell’economia locale e nazionale, fra le quali sono comprese le opere di ampliamento del porto di Livorno previste dal nuovo Piano Regolatore Portuale, approvato lo scorso anno dal Comitato Portuale. Inoltre, come previsto dalla Legge 24 giugno 2013, n. 71 contenente disposizioni urgenti per il rilancio dell’area industriale di Piombino, riconosciuta quale “area in situazione di crisi industriale complessa”, il Presidente della Regione Toscana, nominato Commissario straordinario, si avvale dell’Autorità Portuale di Piombino per la realizzazione degli interventi infrastrutturali destinati al porto di Piombino, necessari al raggiungimento delle finalità portuali ed ambientali previste dal nuovo Piano Regolatore, approvato dalla Giunta Regionale Toscana in data 8 luglio scorso.

Il Vice Ministro Bubbico ha evidenziato che la stipula dei Protocolli di Legalità con le Autorità portuali rappresentano un elemento di importante novità: l’uso dei dati e la possibilità di comparare i flussi, rendendoli tracciabili e “trasparenti”, rappresentano strumenti efficaci per impedire il riciclaggio di risorse derivanti da attività illecite, anche nella logica dell’alto riciclaggio. Il Vice Ministro ha sottolineato che gli impegni assunti “rafforzano la capacità dello Stato di contrastare i fenomeni criminali, nella consapevolezza che l’economia illegale rappresenta un ostacolo alla crescita dell’economia legale, che alimenta processi virtuosi di incremento dell’occupazione e di rafforzamento del sistema produttivo nazionale”.