Porto di Vasto, con il feeder fa a meno di Napoli e Salerno

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Confindustria Chieti, un successo il servizio di collegamento con Trieste

Alla vigilia della presentazione del nuovo Piano Regolatore Generale del Porto di Vasto lo scalo abruzzese celebra la sua “rinascita” grazie al servizio di navi feeder con l’hub di Trieste che lo mette in comunicazione con i principali Paesi del Mediterraneo e del Far East. I dati, resi noti da Confindustria Chieti, promuovono la fase di sperimentazione avviata con Trieste Maritime Group e Maersk nel marzo 2013. I circa 30 approdi, spiega l’associazione, “hanno sviluppato un traffico di circa 1.700 Teu per un valore di merce fatturata in export/import di circa 5.100.000 euro, oltre a un fatturato di servizi portuali di circa 500.000 euro (Rimorchio, Pilota , Agenzie, Imprese Portuale, Trasportatori)”. Un servizio giudicato dagli industriali come un’occasione di rilancio per il territorio. “A causa della mancanza nella nostra regione di porti attrezzati per il traffico container, si dovevano utilizzare necessariamente gli scali di Napoli, Salerno Ancona e Bari”. Inoltre, ”la minore distanza con il porto di imbarco o sbarco genera, oltre ad un positivo impatto ambientale conseguente al minor traffico su gomma,  un’economia sul trasporto stradale di circa 300 euro a container: un risparmio importante per le aziende del territorio”. Tra i motivi principali di questo successo il traffico di furgoni prodotti  dalla SEVEL per conto della PSA (circa 10.000 i Vans movimentati) e che raggiungono l’Ucraina, la Turchia e Koper. No solo. Dopo 30 anni è tornata a servirsi dello scalo vastese anche la NSG-Pilkington “con un traffico importante di sabbia e carbonato di sodio, materia prima per la composizione del vetro”. Il porto di Punta Penna, però, ospita anche altri traffici di rilievo che riguardano soprattutto fertilizzanti, feldspato, argilla ed altro. Gli industriali pongono in evidenza anche “il ruolo strategico della Capitaneria di Porto e della Dogana. L’Attività della dogana di Vasto ha una notevole rilevanza territoriale per la Regione Abruzzo e per la Provincia di Chieti. Essa è la prima in Abruzzo per introiti, questo anche principalmente per l’attività del Porto: infatti, incassa circa 9.000.000 euro come Iva, circa 2.000.000 di dazi, oltre ad altri introiti vari per circa 500.000 euro. Introiti che in parte rimangono sul territorio abruzzese. La Capitaneria di Porto supporta le attività del territorio con alta professionalità sia nelle strutture locali che in quelle superiori che supportano il territorio”. Visti i risultati raggiunti, il 19 febbraio prossimo nella sede della delegazione della Valdisangro di Confindustria è previsto “un incontro insieme alle aziende del territorio, alla Maersk e alla Trieste Maritime Group per fare il punto della situazione e programmare ulteriori iniziative per incrementare e valorizzare ancora di più il servizio”.