Porto di Napoli, nuovo polo per il GNL mediterraneo

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Anche il settore energetico nella strategia di rilancio del porto di Napoli. Già polo strategico per il Sud Italia nell’approvvigionamento di idrocarburi, in attesa di definire il nuovo (e contestato) assetto infrastrutturale della Darsena Petroli, lo scalo del futuro guarda con interesse agli sviluppi nel settore del GNL. Il presidente dell’AdSP, Pietro Spirito, ha già imbastito un processo di verifica con i potenziali protagonisti della filiera: entro l’anno ha annunciato una manifestazione d’interesse per la costruzione di un sito di stoccaggio costiero, così come previsto dalle disposizione dell’ultima legge di Stabilità. Nel frattempo, il prossimo 10 e 11 maggio, Napoli ospiterà alla Mostra d’Oltremare la IV Conferenza GNL-ExpoGNL, evento internazionale dedicato al mercato del metano liquido e allo sviluppo del suo utilizzo nell’area mediterranea. Una ghiotta occasione per approfondire i risvolti economici, ambientali, legislativi per una fonte che potrebbe giocare un ruolo centrale nella transizione verso sistemi energetici sostenibili. Dal punto di vista strettamente marittimo l’obiettivo indicato nel corso di una conferenza stampa organizzata nella sede di P.le Pisacane per promuovere l’appuntamento è l’inserimento di Napoli nella futura rete italiana del gas naturale liquefatto. “Ottenere – ribadisce Spirito – il vantaggio competitivo ambientale, sia  sul lato mare, sia sul lato terra”. Intercettare, dunque, da una parte le grandi compagnie da crociera, le prime che si sono lanciate in importanti investimenti in unità a propulsione GNL, dall’altro favorire il percorso di adeguamento ecologico del settore autotrasporto in un panorama che, ad oggi, non registra alcuna infrastruttura di rifornimento al di sotto del Centro Italia. “Punteremo – sottolinea il presidente dell’AdSP – alla creazione di un sito adeguato alle richieste di mercato. I fattori che determineranno il dimensionamento sono molteplici e vanno proiettati su una programmazione di più anni”. In quest’ottica di attenzione all’extra costo della bolletta energetica, spada di Damocle che pende sulla competitività delle aziende italiane, sarà necessario monitorare attentamente l’evoluzione del settore. Volatilità del prezzo del petrolio, estensione della propulsione a gas anche al comparto traghetti, nuove normative internazionali, gli elementi maggiormente caratterizzanti per i prossimi sviluppi. “Oggi – spiega Diego Gavagnin del comitato scientifico ConferenzaGNL – il Nord Europa è in netto vantaggio sull’uso marittimo del GNL mentre Italia e Spagna sono più avanti nel settore dell’autotrasporto. Il problema della penisola è però la mancanza di infrastrutture per le operazioni di tipo small”. Per gli “usi piccoli”, in poche parole la distribuzione al dettaglio, bisogna infatti importare la materia dai porti di Marsiglia, Barcellona o, in treno, da Rotterdam. “Un sistema – rivela Gavagnin – che comporta un aggravio dei costi soprattutto per il Sud Italia”.

Giovanni Grande