Porto di Napoli, i sindacati proclamano lo stato di agitazione

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Sale il livello di allerta per l’occupazione nel porto di Napoli. Dopo la richiesta di apertura di un tavolo di confronto a livello regionale i sindacati proclamano lo stato di agitazione per tutti i lavoratori dello scalo. Non bastano più, denuncia una nota, “le innumerevoli e recenti assicurazioni ricevute circa l’avvio dell’iter procedurale relativo a quelle opere non più rinviabili ed assolutamente necessarie per risollevare le sorti dello scalo”. Sotto accusa, l’incapacità di affrontare le criticità strutturali che influiscono sulla competitività delle banchine partenopee. È il caso, ad esempio, dell’escavo dei fondali. L’intervento, cruciale per il futuro del porto, era previsto per marzo ma ad oggi non è stato ancora pubblicato il bando di gara. “Non abbiamo alcuna notizia – ribadiscono i rappresentanti di Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugtl – circa l’appostamento dei fondi”. Intanto, mentre “si continua a tergiversare e ad interrogarsi su posizionamenti che nulla hanno a che vedere con il mondo del lavoro”, si avvicinano i tempi di scadenza degli ammortizzatori sociali di cui usufruiscono i principali terminal portuali. Una situazione che a fine luglio potrebbe portare alla rottura della pace sociale. “I lavoratori sono assolutamente preoccupati e pronti alla mobilitazione per l’orribile scenario che si configura in assenza di evidenti iniziative tendenti a salvaguardare il lavoro”.