Porto di Civitavecchia nella rete “Core”: Un risultato frutto di anni di negoziati e di una unione di intenti

Dichiarazione dell’Avv. Francesco Maria Di Majo

Ad esattamente un anno dalla fine del mio mandato di Presidente dell’Autorità di Sistema dei Porti del Lazio, mi unisco alle parole di soddisfazione all’annuncio della Commissaria UE ai Trasporti dell’inserimento del Porto di Civitavecchia nella rete “core” TEN-T. Oltre a rappresentare un importante risultato per poter accedere alla parte più consistente dei fondi europei del programma CEF (Connecting Europe Facility), lo status di porto “core” va a colmare una lacuna legata al fatto che il porto di Civitavecchia era rimasto l’unico porto (insieme ora al porto di Messina) sede di un’Autorità di Sistema Portuale italiana, nonché porto di una capitale di uno Stato membro e primo porto crocieristico d’Italia (e secondo d’Europa), a non avere ancora siffatto status.

Ho potuto constatare, con altrettanta soddisfazione, che il conseguimento di tale obiettivo è rimasto sempre una priorità per tutti i governi che si sono succeduti negli ultimi anni, tanto da essere addirittura menzionato nell’Allegato Infrastrutture al DEF 2020, come è rimasto naturalmente una priorità per l’AdSP. Ciò a dimostrazione che le istanze italiane a Bruxelles possono ottenere successo tutte le volte in cui vi è una unione di intenti e un efficace coordinamento tra politica ed amministrazione nel perseguimento di un obiettivo comune nell’ambito di complessi e pluriennali negoziati come quello relativo alla nuova programmazione delle reti TEN-T.

Pur non avendo lo status di porto “core”, l’Autorità di Sistema Portuale dei porti del Lazio è riuscita comunque ad ottenere negli ultimi anni consistenti e significativi contributi a fondo perduto dall’UE a valere sul Programma CEF, partecipando ai bandi dell’UE sul potenziamento delle Autostrade del Mare in gemellaggio con porti “core” come Barcellona ( es. progetto “BCLink: MoS for the project future” del 2017; peraltro già portato a termine), oppure presentando progetti perfettamente aderenti ai programmi dell’UE per lo sviluppo dell’intermodalità, come in particolare il progetto “First track to the Sea” del 2019, volto alla riorganizzazione e potenziamento dell’ultimo miglio ferroviario. Questi risultati sono stati raggiunti grazie al grande lavoro di squadra all’interno dell’ente (in particolare tra l’Ufficio Progetti europei e l’Area Tecnica) e grazie anche all’efficace coordinamento tra l’AdSP e il MIMS, la Rappresentanza Permanente d’Italia presso l’UE e la Regione Lazio.

Mi auguro che questo ultimo importante riconoscimento per il porto di Civitavecchia possa essere di buon auspicio per la ripresa economica ed occupazionale, anche dell’intera Regione Lazio, nella misura in cui attraverso il suo ulteriore sviluppo infrastrutturale il porto di Civitavecchia potrà meglio sfruttare il suo posizionamento strategico al centro della penisola e del Mediterraneo e servire pienamente la capitale e le aree circostanti che rappresentano il secondo bacino per consumi a livello nazionale ed il quinto a livello europeo