Pirateria, positivo l’impatto delle guardie armate private

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Ecsa e Ics chiedono all’Ue un intervento nelle acque della Guinea

La recente decisione di Belgio e Italia di adottare una normativa per l’utilizzo di contractors per la sicurezza delle navi nel Golfo di Aden è considerata in modo positivo da ECSA (European Community Shipowners Association) e ICS (International Chamber of Shipping). Le due organizzazioni hanno prodotto recentemente un quadro dei requisiti di legge per l’utilizzo di guardie armate private per tutti gli Stati di bandiera del mondo sottolineando come le misure di auto protezione, insieme alla presenza di unità militari e al perseguimento penale per i sospetti di reati di pirateria, abbiamo contribuito a diminuire la vulnerabilità delle navi che incrociano acque a rischio. “Tuttavia – rilevano – la situazione non è consolidata e rimane facilmente reversibile. Il problema al largo delle coste della Somalia e nell’Oceano Indiano rimane irrisolto. Ed è assolutamente indispensabile la presenza militare garantita dall’operazione Atalanta che andrebbe protratta fino al 2016”. Allo stesso tempo ECSA richiama l’attenzione sul numero crescente di attacchi di pirati al largo delle coste della Guinea. “E’ arrivato il momento che l’Ue metta in campo un’azione immediata e concreta”.