Pirateria nel Golfo di Guinea, scende in campo l’Europa

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Avviato il partnerariato Crimgo con 7 Paesi africani

Contro la recrudescenza della pirateria nelle acque del Golfo di Guinea l’Ue punta alla collaborazione con i governi dell’Africa centro-occidentale. E annuncia l’avvio del programma Crimgo (Critical Maritime Routes in the Gulf of Guinea Programme) per la costituzione di una rete d’informazioni comune e la formazione delle locali Guardia Costiera.

Il progetto sarà lanciato ufficialmente questo mese e riguarderà Benin, Camerun, Guinea, Gabon, Nigeria, Sao Tomè e Togo, paesi nelle cui acque viaggia il 13% del petrolio e il 6% del gas diretto al vecchio continente.

Con una dotazione di 4,5 milioni di euro il nuovo programma si inserisce nello “strumento di stabilità” avviato nel 2009 per contribuire a garantire la sicurezza delle rotte commerciali in aree come il Sud-Est asiatico, l’Oceano indiano e il Golfo di Guinea. Fra i partner di Crimgo anche l’italiana  IMMSEA (International Maritime Safety Security Environment Academy) di stanza a Genova.