Pirateria, d’Amico: “No a logiche partitiche e pre-elettorali”

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Vicenda Marò, sconcerto di Confitarma per il dibattito parlamentare

Nessun ripensamento sul contrasto alla pirateria assicurato alle navi italiane dalle Forze Armate. Il recente dibattito in Parlamento sulla vicenda dei Marò chiama in causa direttamente Confitarma che esprime delusione e sconcerto “per come sono stati descritti gli armatori in questa complessa vicenda in un contesto che, ritualmente, in questi giorni segue le usuali logiche partitiche e pre-elettorali”. In una lettera aperta, il presidente dell’associazione, Paolo d’Amico, boccia senza appello la proposta di sospendere gli “accompagnamenti militari dei mercantili italiani fino a che non saranno cambiate le regole”. E invita la classe politica ad assumersi  “la piena responsabilità morale di voler attuare quest’abbandono lasciando gli equipaggi e le navi inermi, senza alcuna difesa, di fronte all’azione dei pirati”.

“Dall’entrata in vigore della Legge 130/2011 – spiega il presidente degli armatori –  sono state assicurate da parte dei marò italiani circa 160 protezioni a naviglio italiano e relativo equipaggio e da allora si è registrata una drastica riduzione nel numero degli attacchi e non si sono registrati sequestri. Anche a livello mondiale, da quando si è incrementata la difesa attiva a bordo delle navi in viaggio nell’Oceano Indiano, i sequestri portati a termine dai pirati sono drasticamente diminuiti. Oggi siamo tornati ai livelli del 2007: sono soltanto due le navi sequestrate ancora nelle mani dei pirati somali”.

Due gli ordini di motivi che inducono d’Amico a difendere l’accordo in vigore con la Marina Militare: “il primo perché stiamo manifestando questa volontà al mondo intero e agli stessi pirati che hanno un sistema di “intelligence” non trascurabile; il secondo è che nel frattempo non sono state avviate le procedure per avvalersi di istituti di vigilanza italiani in alternativa ai Marò a causa delle deficienze della nostra Amministrazione in quest’anno”. Aspetto quest’ultimo, reso ancor più critico dal fatto che “altre forme di assistenza privata straniera (contractors) pur presenti sul mercato sono vietate dal nostro ordinamento”.

Dal 2005 al 2012 – ricorda la lettera – sono state attaccate nell’area dell’Oceano Indiano 41 navi italiane, di cui 4 sequestrate dai pirati somali. Il sequestro più lungo è stato quello della Savina Caylyn e del suo equipaggio pari a 316 giorni. Ogni giorno sono presenti nell’area a rischio pirateria fino a 10 navi mercantili italiane ed è evidente il grave pericolo che incombe su equipaggi e navi.