Pietro Spirito firma il bando di gara per il dragaggio nel porto di Salerno

Napoli, 20 dicembre 2018 – Parte la gara per il dragaggio nel porto di Salerno. Il bando è stato, oggi, firmato dal Presidente dell’AdSP del Mar Tirreno Centrale. Verrà pubblicato sul sito dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale (tra una settimana circa).

L’opera di dragaggio riguarderà l’intero porto di Salerno e porterà, al termine dei lavori, i fondali dell’area commerciale a 14.50 metri, e quelli dell’area passeggeri a 11,50 metri di profondità.

Il costo complessivo a base di gara è pari a 38 milioni di euro, così suddivisi: 25 milioni di euro per i lavori di dragaggio, 13 milioni di euro per attività connesse alla realizzazione dei lavori.

I volumi che dovranno essere dragati sono 3.250.000  metri cubi. I lavori, secondo quanto prescritto dal Ministero dell’Ambiente e dalla Stazione Zoologica Anton Dorhn, devono essere effettuati in due diversi periodi: la metà dei volumi da dragare dovrà essere compiuta da metà novembre 2019 a metà aprile 2020, l’altra metà da metà novembre 2020 a metà  aprile 2021.

“Opereremo nell’ambito delle prescrizioni definite dagli organismi di controllo – ha spiegato il Presidente Pietro Spirito-  Dalla fine di settembre, periodo in cui il Ministero dell’Ambiente ha approvato il nostro progetto, abbiamo in velocità definito il progetto esecutivo, predisposto una serie di attività indispensabili per procedere alla gara (verifiche, rilievi batimetrici). La notizia importante è non solo che la gara partirà tra una settimana, ma che già alla fine del primo ciclo di dragaggio potranno attraccare, al molo Manfredi, navi da crociera moderne: è infatti previsto che nel primo anno si arrivi a un fondale di 9,70 m. di profondità rispetto agli 11,50 previsti alla fine dei lavori. Ma con 9,70 metri potremo garantire l’attracco di grandi navi e dare quindi alla Stazione Marittima la funzione per la quale è stata realizzata. Anche per le attività commerciali del Porto si potranno apprezzare miglioramenti già al termine della prima fase del dragaggio”.

L’operazione prevede che venga effettuata con draghe semoventi, aspiranti e autocaricanti: i mezzi dovranno non solo recuperare il materiale dal fondo delle darsena, ma dovranno anche stivarlo, trasportarlo per poi versarlo nel sito di immersione in mare autorizzato dal Ministero dell’Ambiente.

Il capitolato di gara, a questo proposito, stabilisce che punti qualificanti per le imprese che presenteranno la domanda per partecipare all’assegnazione dei lavori sono: la disponibilità di draghe con capacità superiore a quella minima stabilita in 11.000  metri cubi; l’ anno di costruzione della draga; la disponibilità dell’impresa ad affiancare un’altra draga a quella principale; il ribasso offerto rispetto al prezzo fissato a base d’asta (25 milioni di euro).