Pescara riparte dalla Croazia

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Con il via libera ai dragaggi si punta al ripristino dei collegamenti marittimi

 

Il porto di Pescara tenta il rilancio. Con la consegna ufficiale dell’area di cantiere per i lavori di dragaggio lo scalo potrà superare la fase più acuta di crisi, tornando fruibile per i collegamenti passeggeri. In questa prospettiva, e in vista dell’imminente ingresso nella Comunità europea della Croazia, la Camera di Commercio si è attivata per ripristinare le rotte con le isole di Hvar e Vis, importanti “teste di ponte” con il ricco mercato turistico oltre Adriatico.

Nel corso di un incontro con i rappresentanti istituzionali di Komiza (isola di Vis) si sono creati i presupposti per la creazione di una task force comune con punto di riferimento, per la parte croata, il gruppo di lavoro  dai quattro sindaci delle città più grandi delle isole di Hvar e Vis, quali, appunto, Komiza, Vis, Hvcare e Stari Grad.

Lo sblocco, dopo due anni di rinvii, dei lavori per il dragaggio del porto, il cui insabbiamento ha provocato, tra l’altro, la cancellazione dei servizi storici della Snav per la Croazia, avvieranno interventi per la rimozione di circa 200 mila metri cubi di fondali. La società aggiudicatrice, ditta Sidra, dovrebbe ripristinare la navigabilità del canale in 85 giorni. Costo complessivo: 10 milioni e 300 mila euro. Nel frattempo, circa 3 milioni di euro, grazie ad un emendamento bipartisan presentato da due Senatori abruzzesi di concerto con il Governo, sono stati stanziati a favore della Regione Abruzzo per il pagamento degli indennizzi agli operatori dela pesca del porto canale di Pescara. Un percorso diverso, che andrà definito a breve tenendo conto delle diposizioni in materia dell’Unione europea, riguarderà il sostegno ad altre categorie di operatori: quelli non marittimi ugualmente danneggiati dal blocco del porto di Pescara.