Passa la riforma della politica europea della pesca

strasburgo

Il Parlamento europeo ha adottato in modo definitivo la nuova politica comune della pesca (PCP) dell’Ue che sarà applicata a partire dal 2014. Duplice lo scopo perseguito: sostenere, da un lato, le comunità costiere in Europa, creando le condizioni per una flotta peschereccia europea economicamente valida e sostenibile; assicurare una gestione sostenibile delle risorse, massimizzando al contempo le catture nell’interesse dei pescatori. A tale scopo sarà gradualmente eliminata la pratica rovinosa dei rigetti in mare e definiti in modo chiaro obblighi e scadenze per consentire ai pescatori di adeguarsi alla nuova situazione.  La PCP riformata garantisce che gli stessi principi e standard di sostenibilità saranno applicati a pescatori dell’UE che pescano in acque straniere e che l’UE continuerà a promuovere la sostenibilità nel quadro dei suoi accordi internazionali. Si tratta di una riforma di grandi dimensioni, come mostrano le modifiche della governance e le iniziative a livello regionale che consentiranno alle parti portatrici di interessi e agli Stati membri di definire molti aspetti della gestione quotidiana dell’attività di pesca. Il voto è il punto di arrivo di un lungo processo, iniziato con un’ampia consultazione pubblica sulla cui base la Commissione ha presentato un ambizioso pacchetto di riforme nel 2011. All’inizio di quest’anno le delegazioni della Commissione, del Consiglio dei ministri e del Parlamento hanno condotto negoziati costruttivi approdati in maggio a un accordo politico, che è stato poi appoggiato all’unanimità dal Consiglio dei ministri in ottobre e, in data odierna, ha infine ottenuto il voto di consenso del Parlamento riunito in plenaria.