Parte da Genova il recupero della navicella spaziale europea

Nos Negri

Ruolo da protagonista nella missione dell’Agenzia Spaziale per il rimorchiatore Nos Aires

Partirà sabato prossimo da Genova con destinazione Pacifico il megarimorchiatore Nos Aries dei Fratelli Neri. Missione: recupero della navicella spaziale IXV di ritorno da una delicata missione che vede coinvolta tutta l’industria aerospaziale europea. L’obiettivo del volo suborbitale della navetta Intermediate eXperimental Vehicle è  quello di testare strutture e materiali progettati per gestire correttamente il rientro controllato in atmosfera di futuri veicoli riusabili.
Il programma vede un’importante partecipazione italiana: oltre alla collaborazione dell’Agenzia Spaziale, in Italia è stato assemblato il velivolo (nelle officine della Thales-Alenia di Torino) mentre è tricolore anche la responsabilità dello sviluppo e della gestione del segmento di terra (mission control center, ground stations, rete di comunicazione con il centro ALTEC).
È qui che si è verificata una innovativa collaborazione intersettoriale per le operazioni di recupero in mare dopo il rientro in atmosfera. La parte marittima non richiederà solo un semplice “servizio”, ma l’implementazione di una vera integrazione strategica, perché la nave costituirà anche uno degli elementi del sistema di controllo a terra della missione, e non il meno importante. Un compito che toccherà alla “F.lli Neri” di Livorno, insieme alla Intermare di Genova, consorzio aggiudicatario della gara internazionale indetta da Thales nel 2011 con una proposta che prevedeva la costruzione di un mezzo appositamente progettato, per un investimento di 15 milioni di euro.
Costruito nei cantieri Yuexin in Cina, la Nos Aries è un mezzo dotato di sistema di classe DP-2 per il mantenimento automatico della posizione controllato GPS, di lunghezza di 60 metri, con propulsore doppio per un totale di 6.000 HP, e dotato di un deck di 370 metri quadri di superficie libera. La nave batterà la bandiera italiana, e avrà equipaggio italiano.
Pur non essendo eccezionale né per dimensione né per peso, il veicolo spaziale, presenta elementi di rischio specifici (ad esempio i residui di combustibile del sistema di razzi direzionali) e richiede cautele speciali nella manipolazione ai fini delle successive fasi di verifica tecnica post-flight, che cominceranno subito dopo che questo sarà issato sul pontile e inserito nell’apposito hangar da parte dei tecnici Thales-Alenia presenti sulla nave. Proprio per questo motivo l’operazione è stata preparata nei minimi dettagli, con prove di recupero al largo della Toscana effettuate già lo scorso giugno quando il rimorchiatore ha recuperato un prototipo del suborbitale IXV simulando anche il caso di un ammaraggio capovolto.
Il rimorchiatore Nos Aries lascerà l’Italia per attraversare il Mar Mediterraneo e l’Atlantico e imbarcherà i tecnici specialistici a bordo a Panama per il viaggio di un mese attraverso il Canale di Panama e del Pacifico. Prima del lancio, l’unità rilascerà palloni meteorologici per verificare le condizioni di vento sopra il Pacifico per fornire informazioni sul percorso di discesa del veicolo IXV. Se le condizioni del mare permetteranno al lancio di andare avanti, il rimorchiatore Nos Aries riceverà i dati di volo a partire dai 300 sensori del veicolo IXV durante la discesa per poi raccogliere i segnali di beacon per individuare l’imbarcazione dopo l’ammaraggio. Sommozzatori a bordo di un motoscafo della rimorchiatore madre potranno avvicinarsi al natante e poi portarsi dietro sistemi per controllare sniffer robotici per fumi di propellente residuo.
La base di lancio dell’IXV è a Kourou nella Guyana Francese (dove in estate sono arrivati i vari materiali, tutti partiti da Genova).