Fincantieri Castellammare, i cassoni per la Concordia non bastano

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Lettera unitaria delle istituzioni locali. Armato: “chiarezza sul futuro”

 

I dieci cassoni dell’ultima commessa Fincantieri permetteranno allo stabilimento di Castellammare di tirare il fiato. Ma non fanno chiarezza sul destino dell’insediamento campano alimentando una tensione crescente tra gli operai. Il due luglio scorso, ad esempio,  l’ingresso del Municipio di Castellammare è stato bloccato da alcuni grandi striscioni che recitavano “Vergogna”, “Non meritate questa città” e “La storia qui finisce se non si costruisce”. A dimostrazione di una sfiducia più volte manifestata nei confronti delle istituzioni locali.

Nasce da qui, forse, l’ennesima iniziativa unitaria di Caldoro, Cesaro e Bobbio. Una missiva, firmata dai presidenti di Regione e Provincia, e dal Sindaco di Castellammare di Stabia, per sollecitare un incontro con il ministro Passera.  

In particolare, i firmatari chiedono “urgente convocazione del previsto gruppo di coordinamento che affronti prioritariamente la questione relativa alla redazione dello studio di fattibilità per il bacino di costruzione, nonché la definizione e attivazione, per quanto riguarda le risorse lavorative dell’indotto, delle iniziative e delle procedure normativamente previste per l’avvio dei percorsi di qualificazione e riqualificazione e dei percorsi di sostegno al reddito per l’anno 2012”.

Preoccupazione per il destino degli stabilimenti è stata espressa anche dalla senatrice del Pd, Teresa Armato. Alla presenza dell’Ad della società, Giuseppe Bono, in Commissione Industria, la Armato ha sottolineato che solo per Castellammare non sono stati sottoscritti accordi locali.  

“Bono – ha affermato Armato – ha ragione quando lamenta la scarsa attenzione da parte delle istituzioni verso la cantieristica, ma ciò non giustifica la penalizzazione di Castellammare. Nel corso dell’audizione, in risposta alla mia precisa domanda sul futuro del cantiere, ha dichiarato che a Castellammare saranno costruite piccole e medie navi. Tuttavia, credo che sarebbe stato opportuno da parte sua dare informazioni precise in merito alla missione industriale del sito stabiese, alla realizzazione del bacino di costruzione e al futuro di tutti i lavoratori”.