Napoli, una scuola di formazione all’interno del porto

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Al Convegno “Campania dove porti?” confermata la collaborazione tra AdSP e Parthenope

La collaborazione avviata tra Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno Centrale e Università Parthenope prevede la realizzazione all’interno del progetto di ristrutturazione dei Magazzini Generali di una scuola di formazione sulle professionalità dell’economia del mare e dell’ingegneria del mare. E’ quanto confermato dal presidente dell’AdSP Pietro Spirito nell’ambito del convegno “Campania dove ‘porti?’ riflessioni sulle attività economiche connesse al mare”, promosso dal Dipartimento di studi aziendali e quantitativi dell’ateneo. “Il fine è quello di costruire un hub della ricerca sul mare all’interno del porto – ha sottolineato Spirito – perché il porto non deve essere solo collegato alle attività marittime ma parte integrante della città. La formazione inoltre è utile proprio per mantenere elevata la qualità dell’attività che si svolge”. Il modello guarda alle maggiori esperienze europee. “In tutte le principali città europee, ricordo Rotterdam e Barcellona, all’interno del porto sono realizzati centri di alta formazione,” ha ricordato il Rettore Alberto Carotenuto. “Speriamo in futuro di inserire in questa iniziativa anche un incubatore per le imprese finalizzato alle attività marittime”. Obiettivo del seminario era fornire spunti di riflessione sulle opportunità legate al cluster marittimo  campano,  attraverso  molteplici  prospettive  ed  attenzione  all’impatto occupazionale e nuove professionalità. Al centro della dibattito un lavoro di ricerca, finanziato dalla Regione Campania, parte di un più ampio progetto relativo alla sperimentazione su tratti costieri, con particolare riguardo allo studio statistico delle attività produttive pubbliche e private connesse al mare. Nel suo intervento l’assessore regionale alle politiche giovanili e fondi europei Serena Angioli ha evidneziato l’importanza della risorsa mare per la Campania, ricordando l’opportunità dei grandi progetti che riguardano i porti di Napoli e Salerno: “Bisogna considerare la realtà portuale come una opportunità occupazionale e di riposizionamento della regione verso il Mediterraneo e cogliere le sfide anche di portata internazionale, per questo, è necessario avere un sistema che funziona”.