Napoli, riunito il nuovo Comitato portuale

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Dassatti propone commissioni operative anti crisi

Commissioni operative sulle urgenze del porto. Dassatti gioca la carta del lavoro di squadra per risolvere le criticità più immediate nella riunione che segna l’insediamento ufficiale del nuovo Comitato portuale. E l’assemblea  che riunisce istituzioni , operatori portuali e lavoratori ha registrato, quasi in risposta alle polemiche degli ultimi tempi, un’ampia convergenza sulle priorità rappresentate dal Grande Progetto e dal Piano Regolatore Portuale. Nel corso della riunione sono stati approvati anche il bilancio consuntivo 2012 e la Relazione Annuale.

Con un avanzo di amministrazione pari a 80.362.872 euro e una situazione patrimoniale dell’ente di 543.950.965 di euro, il risultato economico registrato è pari a 1.978.297 euro. Tra le voci di bilancio da evidenziare, il valore degli investimenti finanziati in parte con proprie risorse e pari a oltre 11 milioni di euro. “Incide – precisa Dassatti – la spending review che ci impone di versare una parte dei nostri proventi come contributi allo Stato sottraendoci risorse per i nostri impegni istituzionali”.

Emilio Squillante, Segretario Generale dell’Ap, ha indicato nella relazione annuale i principali impegni dell’ente: in particolare, la procedura per l’approvazione del Nuovo Piano Regolatore Portuale, per far partire i lavori di escavo dei fondali per 1 milione e 200 mila m3, per definire nuovi spazi e una migliore viabilità, a servizio soprattutto delle Autostrade del Mare. “Stiamo lavorando – precisa – per rispettare il programma delle opere previste nel piano annuale e per superare le criticità nel campo delle manovre ferroviarie e della cantieristica”.

L’Ap, intanto, ha partecipato dal 29 al 30 maggio alla fiera/conferenza Trans Middle East, nel settore del trasporto e della logistica, tenutasi quest’anno all’hotel Phoenicia di Beirut. All’evento, giunto alla sua nona edizione, erano presenti diversi operatori del trasporto internazionale, e in rappresentanza dell’Italia, oltre al porto di Napoli, c’erano il porto di Monfalcone, la compagnia armatoriale Tarros e il gruppo Gaussin.