Napoli, prime gare del Grande Progetto e via libera per il dragaggio

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La consulta degli operatori portuali per un Karrer bis

Invio alla Gazzetta Ufficiale europea di due interventi previsti nel Grande progetto Porto di Napoli. Si tratta di lavori per complessivi 53 milioni e 600mila euro, di cui  31 milioni 600mila euro per il riassetto dei collegamenti stradali e ferroviari interni e 22 milioni per il completamento della rete fognaria. La formalizzazione dei bandi da parte dell’Ap è il primo passo verso il riassetto strutturale dello scalo. In particolare, saranno realizzati  16 chilometri e mezzo di rete fognaria, verranno sistemati 26mila metri quadri di strade e ristrutturati 3 chilometri di rete ferroviaria. “Questi bandi di gara  - spiega l’assessore regionale Edoardo Cosenza, delegato dal presidente Caldoro al coordinamento dei Grandi  - sono i primi che partono, ad opera del commissario Karrer, nell’ambito del Grande progetto Porto di Napoli che vale, complessivamente 154 milioni 200mila euro. Aspettiamo ora la gara più importante che è quella dell’escavo dei fondali con deposito in cassa di colmata della darsena di levante dei materiali dragati che vale oltre 46 milioni di euro”. Al riguardo buone notizie giungono anche dal ministero dell’Ambiente. Il dicastero ha approvato il progetto dell’Ap, che prevede il deposito dei materiali prelevati nella cassa di colmata della Darsena di Levante. “Il decreto, frutto di un’intensa collaborazione tra le Amministrazioni, era da tempo atteso sia per le ricadute occupazionali che per la risoluzione delle problematiche ambientali relative all’ambito portuale della città di Napoli”, si legge in una nota. Soddisfazione per la fase positiva che sembra chiudere le polemiche degli ultimi giorni il ministro Lupi. “Incontrerò venerdì il commissario Karrer per la verifica degli altri interventi del ‘Grande Progetto’, della tempistica per la loro realizzazione e delle altre opere, tra cui il via al dragaggio, che riguardano più in generale il porto di Napoli”, ha annunciato il ministro delle Infrastrutture. Intanto, gli industriali partenopei e gli oepratori portuali premono per la nomina di un presidente dell’Ap caratterizzato da “un profilo di alta qualità manageriale, forte competenza ed esperienza nel settore, all’altezza dell’importanza che sul piano internazionale deve rivestire lo scalo partenopeo”. Con l’avvicinarsi della scadenza di Karrer (prossimo 31 ottobre) crescono i timori di un’interruzione della continuità amministrativa. “Nel caso non si provveda all’immediata nomina del presidente dell’Autorità portuale – qusta la posizione della Consulta formata da Accsea, Ancdem, Assoagenti, Assologistica, Confitarma, Consiglio Nazionale Spedizionieri Doganali, Consiglio Territoriale Spedizionieri Doganali – devono essere evitate soluzioni che interrompano l’attuale gestione commissariale, perché genererebbero ulteriori difficoltà operative per la realizzazione degli interventi programmati. Occorre caso mai che l’impegno profuso dall’attuale commissario Karrer sia reso ancora più efficace, anche attraverso confronti tecnici, volti ad accelerare le procedure amministrative necessarie per la realizzazione delle opere progettate”.