Napoli, la Consulta degli operatori portuali si fa in due

DSCN1849

La Consulta delle Associazioni degli Operatori Portuali osserverà più da vicino l’andamento del porto di Napoli dividendosi i compiti. L’organizzazione ha infatti deciso di costituire due gruppi che si occuperanno rispettivamente dell’area commerciale ad est e dell’area monumentale a ovest dello scalo. Scopo primario della nuova articolazione saranno il monitoraggio puntuale dell’avanzamento delle opere previste dal Grande Progetto Porto; la definizione di proposte per migliorare la pianificazione strategica; il controllo rigoroso affinché sia realizzato l’interramento della linea ferroviaria (Napoli Traccia) previsto dal Piano di Azione Coesione, per un potenziamento dei collegamenti con gli interporti e con la rete su ferro.
Rilevando la sostanziale tenuta del traffico passeggeri e delle attività complessive del porto nel corso di una riunione convocata presso la sede di Palazzo Partanna, la Consulta ha preso atto dell’avvio operativo del Grande Progetto. Al varo dei primi due bandi per un importo complessivo di 53 milioni e 600 mila euro, per il ‘riassetto dei collegamenti stradali e ferroviari interni’ e per il ‘completamento della rete fognaria’, dovrebbe fare seguito quello degli altri sette già cantierabili per ulteriori cento milioni. Ciò che più interessa, però, è il rispetto della tempistica inerente l’operazione di dragaggio dei fondali, per consentire l’approdo delle navi moderne da 10.000 teus che hanno bisogno di un pescaggio di 15 metri. In una riunione del Comitato portuale svoltasi lo scorso 23 settembre, il Commissario straordinario dell’Autorità Portuale Karrer ha precisato che il termine per l’avvio del relativo bando avrebbe potuto orientativamente prevedersi di lì a sei mesi.
I rappresentanti di Accsea, Ancdem, Assoagenti, Assologistica, Assospena, Confitarma, Consiglio Nazionale Spedizionieri Doganali, Consiglio Territoriale Spedizionieri Doganali, Fedarlinea, verificheranno periodicamente i passaggi tecnico procedurali affinché la scadenza venga rispettata, atteso che l’effettuazione del dragaggio è assolutamente necessaria anche ai fini della realizzazione del nuovo Terminal di Levante, nella cui cassa di colmata confluiranno i materiali di risulta dell’escavo dei fondali.