Napoli, il futuro del porto alla conferenza programmatica metropolitana del Pd

PD CONF. PROGRAMMATICA ok

Ruolo del porto di Napoli nello sviluppo del Mezzogiorno, zona franca e rimodulazione delle reti logistiche, a partire dalle infrastrutture interportuali di Nola e Marcianise. Si parlerà anche di questi temi alla prima conferenza programmatica metropolitana organizzata il 12 e 13 settembre (Hotel Terme di Agnano) dal Pd di Napoli. L’appuntamento, in coincidenza con l’avvio della neo-istituita città metropolitana, intende porre le basi per una discussione sulle problematiche relative l’assetto istituzionale, le funzioni e le competenze che il nuovo ente dovrà esercitare. Al centro del dibattito questioni riguardanti, tra l’altro, lavoro, urbanistica, ciclo dei rifiuti e fondi europei. Nella sezione  dedicata ai trasporti ampio spazio dedicato al porto, “grande malato” della città di Napoli, alle prese con la faticosa elaborazione del  Piano Regolatore, strumento da cui dipendono parte di finanziamenti comunitari destinati al suo sviluppo, e immobilizzato in una fase di declino commerciale (-30 mila container nel primo semestre dell’anno) cui non è estraneo un regime commissariale cominciato nel lontano marzo 2013. Ribadendo l’importanza prioritaria delle operazioni di escavo dei fondali, essenziali per un  auspicato recupero di competitività, la discussione punterà alla “mancata connessione tra la comunità napoletana e il porto stesso”. “Quando si pensa ai grandi scali marittimi – sottolinea un documento elaborato dalla segreteria provinciale del Pd – le linee di programmazione  tra le città e i porti vanno di pari passo. Nell’attuale fase, fra i grandi player marittimi, il confronto si basa sull’attrattività del ruolo produttivo dei porti. Il Porto deve essere un polo attrattivo con infrastrutturazione integrata materiale e immateriale, con collegamenti ferroviari che vadano direttamente sulla rete principale”. Attenzione anche alla capacità di attrarre capitali internazionali, da favorire con “un’area retroportuale strutturata come zona franca”, e allo sfruttamento delle infrastrutture logistiche esistenti (Nola e Marcianise) per regolamentare il sistema del trasporto merci in ambito metropolitano.