Napoli, cambio al vertice per il Gruppo Ormeggiatori e Barcaioli

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Mario Esposito nuovo Capo ormeggiatore del porto partenopeo

“Ci siamo sempre mossi in tempo reale con l’evoluzione dello shipping, assecondando le trasformazioni di un’attività modificata da cambiamenti tecnologici e normativi. Anche sui costi del servizio, in un contesto innegabile di calo dei traffici, ci muoviamo offrendo il massimo della flessibilità, garantendo sempre efficienza e sicurezza, e contribuendo per quanto possibile a rendere attrattivo il nostro porto”. Mario Esposito, neo Presidente del Gruppo Ormeggiatori e Barcaioli del porto di Napoli, ha le idee chiare sul ruolo da svolgere sulle banchine partenopee: “in uno scalo polifunzionale al centro del Mediterraneo il nostro servizio funge da interfaccia  tra la realtà di terra e quella di mare. La risposta principale alle esigenze di un’utenza sempre più esigente rimane la professionalizzazione a 360 gradi”.

Nato nel 1976, entrato nel Gruppo nel 1997, Mario Esposito subentra ad Antonio Di Bernardo, giunto alla scadenza dei tre mandati. Esposito, già consigliere (per sei anni) e vice capogruppo (per quattro anni) sarà affiancato dal Vice Capo Gruppo Raimondo Buono. “Con una flotta complessiva di nove imbarcazioni – spiega Esposito – siamo in grado di coprire tutti i servizi di competenza.  A fine 2009 sono entrate in servizio Mehari e Portosalvo in sostituzione di un’unità andata in demolizione. Alle cinque imbarcazioni dedicate al servizio ormeggi va poi aggiunta Ibla, barca “ibrida” varata nel 2006 per il servizio ormeggio/battellaggio e appoggio al diporto. Completano il quadro le due unità per il servizio battellaggio e la classe passeggeri Mazinga”. Una dotazione di mezzi marittimi nata da un robusto piano di modernizzazione cominciato nel 2005 e portato avanti “senza nessun contributo pubblico”. Ma, “è l’elemento umano a fare la differenza”. “L’ormeggiatore/barcaiolo – prosegue Esposito – è una figura professionale che affonda le sue antiche radici nell’arte marinaresca, ed oggi vanta una professionalità marittima-portuale proiettata verso il futuro. Negli ultimi anni, soprattutto, si è data importanza alla formazione, all’adeguamento tecnico e professionale, seguendo una politica di coerenza e di coesione per raggiungere gli scopi prefissati”. Non è un caso che tutto il personale sia formato secondo standard Imo relativi ai titoli professionali propri del ruolo: tra i 34 ormeggiatori si contano inoltre 10 ufficiali di coperta 10 di macchina. “Il nostro obiettivo – sottolinea il nuovo capo ormeggiatore – è garantire la piena sicurezza delle operazioni portuali. Nel nostro ruolo di cerniera tra la terra è il mare abbiamo investito anche nei mezzi terrestri e, soprattutto, nel potenziamento della sala operativa, vero e proprio cervello operativo per le unità in acqua. Oltre alle normali attrezzature (VHF, Ricevitore Navtex, sistemi di cartografia) siamo infatti tra i pochissimi in Italia a disporre di una stazione meteorologica, per il rilevamento dei dati del vento, della pioggia, della temperatura, dell’umidità e della pressione atmosferica in tempo reale, collegata con l’università Federico II che assorbe i nostri dati li certifica e li gestisce”. Un impegno che non è stato scalfito dalla crisi: “il calo dei traffici ha pesato sul fatturato, creando ulteriori difficoltà proprio nel momento in cui stavamo rimodulando la nostra organizzazione. Ma la strada intrapresa ci ha permesso di mantenere inalterati i livelli occupazionali. Possiamo contare, ed è la cosa più importante, su un organico (34 unità) perfettamente professionalizzato”.

Giovanni Grande