Mega-yacht/zone marine protette, al via una nuova eco-compatibilità

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I mega yacht non saranno più obbligati a tenersi distanti oltre le due miglia dalle zone marine protette, ma nel rispetto di tutte le norme e sottoposti a costante monitoraggio, potranno fruire della bellezza delle coste italiane. Grazie a un provvedimento amministrativo interno del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, di concerto con il ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, è stato infatti riconosciuto nei fatti alle grandi imbarcazioni da diporto uno status particolare che consente di derogare alla norme contenute nel cosiddetto decreto Clini; decreto che equiparava in tutto e per tutto i mega yacht alle navi passeggeri, alle navi da crociera e ai mercantili, prevedendo per l’appunto l’obbligo di navigazione e di eventuale ancoraggio oltre il limite delle due miglia dai confini delle zone marine protette. “Con il provvedimento interpretativo varato dal ministero – afferma Giovanni Gasparini, presidente della sezione yacht di Federagenti – si compie, grazie anche all’impegno e alla sensibilità della Direzione Generale del ministero, un deciso passo in avanti anche rispetto alla circolare già in vigore: si riconosce di fatto l’importanza, in aree particolari come la Sardegna e la Liguria che rischiavano di essere tagliate fuori dai benefici del grande turismo nautico, di stabilire nuove regole coerenti con la doppia esigenza primaria di tutelare le aree marine protette, e quella di attirare verso l’Italia flussi, economicamente molto importanti, di diportisti di alta gamma”. Il provvedimento prevede che spetti ai comandanti, all’armatore o proprietario e ai raccomandatari che lo rappresentano il compito di redigere una sorta di autocertificazione nella quale si afferma che lo yacht in questione svolge attività di diporto nautico. La dichiarazioni ed eventuali contratti di noleggio saranno inviati al ministero. Entro il 31 dicembre a un determinato indirizzo del ministero verranno convogliate le dichiarazioni asseverate dalle singole autorità marittime e ciò consentirà di creare un collettore unico per una banca dati in costante aggiornamento del diportismo anche internazionale che fruisce delle coste italiane.