Livorno, Stefano Corsini a capo dell’AdSP dell’Alto Tirreno

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Dissequestrato il bacino galleggiante Mediterraneo

È Stefano Corsini il primo presidente dell’Autorità di Sistema Portuale dell’Alto Tirreno, che comprende i porti di Livorno e Piombino, quelli elbani (Porto Ferraio, Rio Marina e Cavo) e Capraia. Ingegnere idraulico marittimo, Corsini ha maturato competenze sia come progettista di opere marittime nel privato, sia nel campo del monitoraggio meteomarino e della difesa delle coste nell’ambito dei Servizi tecnici nazionali e dell’ISPRA (Istituto Superiore per la protezione e per la ricerca ambientale), di cui è stato per molti anni dirigente. L’ultimo incarico ricoperto prima di approdare a Livorno, quello di dirigente del Cipe, il braccio interministeriale di Palazzo Chigi che approva le principali iniziative di investimento pubblico in infrastrutture del Paese.“Dobbiamo costruire la nuova Autorità di Sistema e delineare una vision in grado di coniugare i punti di forza dei due principali scali portuali dell’Adsp,” ha dichiarato Corsini. “La prima cosa che farò sarà quella di chiedere alle Istituzioni e alle associazioni nazionali di categoria le designazioni per la costituzione del  Comitato di Gestione e dell’Organismo di Partenariato della Risorsa Mare”.
Intanto è stato dissequestrato il bacino galleggiante Mediterraneo. La magistratura ha tolto i sigilli al bene a distanza di un anno e mezzo dal tragico incidente occorso alla nave oceanografica Urania, che costò la vita ad un operaio di 38 anni.  “Siamo contenti – afferma il segretario generale dell’APL, Massimo Provinciali – in questi 18 mesi non siamo mai rimasti fermi. Nei prossimi giorni dovrebbero maturare le condizioni per la rimozione del relitto della nave Urania, e potremo così cominciare a verificare i danni e a gestire le ricadute sui tempi di gara”. La gara in questione è quella relativa all’affidamento della gestione del comparto dei bacini. La gara, bandita il 27 marzo del 2015, è sospesa dal giorno dell’incidente, verificatosi il 25 agosto dello stesso anno.  Da allora non è passato un solo giorno senza che non sia stato fatto qualcosa per consentire ai periti di svolgere le proprie indagini. Il 15 settembre 2016 il bacino Mediterraneo è stato rimesso in galleggiamento e il 23 settembre 2016 il P.M. ha autorizzato l’apertura dei c.d. “passi d’uomo” per lo svuotamento delle casse di zavorra liquida ancora piene, al fine di portare la platea del bacino al livello della banchina, operazione anche questa già effettuata. Dopo l’effettuazione delle operazioni di pulizia e smaltimento rifiuti è finalmente arrivato il dissequestro.