L’export della Sicilia tra vecchi e nuovi rischi

Le nuove sfide globali per le imprese della Sicilia nella Mappa dei Rischi SACE SIMEST 2019

Al centro del convegno organizzato da SACE SIMEST (Gruppo CDP) il punto di vista delle imprese: Ascot Industrial, Bionap, Mondial Granit e IREM

Catania, 23 maggio 2019 – Turbolenze nei paesi emergenti, rallentamento dell’economia cinese, guerra commerciale e Brexit sono solo alcuni dei rischi che stanno connotando questo 2019. Come possono le imprese siciliane fronteggiare questa complessità e intercettare la crescita che viene dai mercati esteri?

A questa domanda hanno risposto le aziende e istituzioni invitate oggi a Catania (presso Palazzo Manganelli) per il convegno “L’export della Sicilia tra vecchi e nuovi rischi”, organizzato da SACE SIMEST, Polo dell’export e dell’internazionalizzazione del Gruppo CDP, per presentare la nuova Mappa dei Rischi 2019 di SACE.

Al centro dell’evento il punto di vista di imprese e istituzioni: Rosario Leonardi, già Presidente di Confindustria Catania; Michele Greca, Amministratore Delegato di Ascot Industrial; Giampiero Alessi, Direttore General di Bionap; Giovanni Leonardo Damigella, Rappresentante Legale di Mondial Granit; Giovanni Musso, Amministratore Delegato di IREM e Simonetta Acri, Chief Mid Market Officer, SACE.

“Lo scenario internazionale è sicuramente complesso, ma comunque pieno di opportunità per l’export italiano che non ha ancora realizzato il suo potenziale, soprattutto nei Paesi emergenti. Il nuovo Made in Italy, e quindi i settori e le regioni tradizionali ma anche nuovi comparti e sempre di più anche le regioni del Sud, può continuare a crescere – ha dichiarato Alessandro Decio, Amministratore Delegato di SACE –. La Sicilia, da sempre un crocevia strategico per il nostro Paese, continua a dar prova di grande dinamismo, fronteggiando le sfide del mercato internazionale e traducendole in ottime performance di crescita. Nel 2018, un anno complesso, l’export Siciliano è cresciuto del 15% e crediamo fortemente che ci sia il potenziale per fare ancora meglio e siamo qui come Polo SACE SIMEST per confermare e moltiplicare il nostro impegno nei confronti degli imprenditori siciliani che vogliono puntare su export e internazionalizzazione. Siamo pronti ad ascoltare i bisogni delle imprese e a mettere in campo nuove iniziative in una strategia che vede al centro le Pmi del territorio”.

In apertura è intervenuto il Presidente di SIMEST, Salvatore Rebecchini, mentre Alessandro Terzulli, Capo Economista di SACE, ha presentato la nuova Mappa dei Rischi 2019. Dopo la tavola rotonda con le testimonianze d’impresa, ha chiuso i lavori Alessandro Decio, Amministratore Delegato di SACE.

SACE SIMEST si conferma un partner strategico per le PMI del Mezzogiorno che si affacciano o vogliono consolidare la loro presenza sui mercati internazionali. Nel 2018, il Polo ha mobilitato, tramite gli uffici di Napoli, Bari e Palermo, quasi 1 miliardo di euro di risorse, sostenendo l’export e l’internazionalizzazione di oltre 3.400 imprese. In particolare sono 30 le partecipazioni in iniziative d’investimento delle imprese detenute da SIMEST nel Mezzogiorno.

La nuova Mappa dei Rischi SACE | Settori e mercati opportunità per l’export siciliano

Nel 2018 l’export siciliano ha superato i 10 miliardi di euro, mettendo a segno un +15% rispetto all’anno precedente. La crescita è stata trainata da tre settori chiave, che da soli rappresentano il 75% del valore totale delle esportazioni della Sicilia: i raffinati, che, con un +15,3% rispetto al 2017, hanno raggiunto i 6,3 miliardi di euro; la chimica, che ha fatto registrare un +14,4% per un totale di 1,1 miliardi di euro; e alimentari e bevande, arrivati a circa 650 milioni di euro con un +10,9%.

Sul podio per contributo all’export della Regione le province di Siracusa (6,7 miliardi di euro), Catania (oltre 1,5 miliardi di euro) e Messina (oltre 1,1 miliardi di euro), che rappresentano l’87,2% del totale, mentre Palermo ha segnato la crescita più significativa con un +53,9%.

Nel 2018 i primi mercati di destinazione, complessivamente il 18,2% dell’export siciliano, sono stati la Turchia, dove le vendite sono aumentate del +47,3% rispetto al 2017 raggiungendo 689milioni di euro, gli Stati Uniti, con 679 milioni di euro e una crescita del +36,7%, e la Spagna, 577 milioni di euro e una crescita del +21,5%.

Per il 2019, i cinque settori principali dell’export siciliano (oltre a raffinati, chimica e alimentari e bevande, prodotti agricoli e apparecchi elettronici) potranno puntare a un’ulteriore diversificazione sul mercato globale, rivolgendosi a geografie anche al di fuori delle destinazioni tradizionali.

Stati Uniti e Spagna rimangono le destinazioni più strategiche per i raffinati, ma buone opportunità, con un profilo di rischio più alto, verranno dall’Algeria; evidenze incoraggianti per la chimica in Messico, Indonesia e Turchia; alimentari e bevande potranno intercettare la crescita della domanda asiatica (Giappone e Cina), e, a fronte di rischi più alti, brasiliana; i prodotti agricoli potranno puntare su Germania e Arabia Saudita e sulla Turchia; buone opportunità per i prodotti elettronici verranno, infine, da Filippine e Malesia e Russia.