Legambiente: Napoli insufficiente nella Pagella sulle politiche contro smog e inquinamento

8496978-kjy-u460702121762794t4c-1600x1200corrieremezzogiorno-web-mezzogiorno

I costi sanitari, sociali e ambientali del traffico e dell’inquinamento (non solo automobilistico) della città di Napoli sono elevati: sono 55 le giornate di sforamento della concentrazione di polveri sottili nel 2020, con 28µg/mc di Pm 10, oltre il valore limite indicato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (20 microgrammi/m3 sulla media annuale) e fra i principali responsabili di malattie cardio-polmonari.

Al 24 marzo 2021 sono già 27 i giorni di sforamento di polveri sottili a Napoli, vicino alla soglia dei 35 giorni l’anno previsti dalla legge.

Smog e polveri sottili elevate con notevoli conseguenze anche sul reddito: 844 euro per abitante l’anno spesi per costi sociali e sanitari legati all’inquinamento, il 4,4% dei nostri guadagni è il prezzo che si paga e che si traduce in perdita di anni di vita, ricoveri ospedalieri, giornate di lavoro. Secondo di un recente studio europeo, pubblicato sulla rivista The Lancet Planetary Health, i dati sulla mortalità correlata all’inquinamento atmosferico e sulla stima di decessi annuali prevenibili a causa dell’inquinamento atmosferico, evidenzia come con una riduzione delle contrazioni del PM2.5 fino ai valori suggeriti dall’OMS, avrebbe evitato solo a Napoli circa 1300 decessi all’anno legati all’esposizione da questo inquinante. Napoli la strada verso una mobilità sostenibile è ancora lunga. 

E’ la sintesi emersa dalla presentazione dei dati e la consegna della Pagella della Città, fotografia delle performance locali sui principali indicatori urbani relativi a ciclabilità, mobilità elettrica, sicurezza e inquinamento atmosferico, in conclusione della tappa napoletana di Clean Cities, la nuova campagna di Legambiente che intende accendere i riflettori sul ruolo che le città italiane possono giocare per una ripartenza più ecologica e sostenibile per promuovere una nuova mobilità urbana.

I numeri emersi raccontano, ancora una volta, una città, quella di Napoli che viene rimandata senza appello sul fronte dell’inquinamento atmosfericoInsufficienti anche gli indicatori di risposta sul traffico: appena sufficiente l’estensione di piste ciclabili nel 2019 pari a 21 km a cui si aggiungono solo 8 km di corsie ciclabili nel 2020; la rete stradale a “20 e 30 all’ora” è all’anno zero (zero chilometri complessivi a fronte circa 1000 previsti dagli Obiettivi 2030). In pagella, insufficienza piena anche per l’offerta dei mezzi: Napoli con 98 passeggeri trasportati annualmente per abitante – è ancora lontana dalle altre grandi metropoli e città turistiche come Venezia con 705 viaggi/ab/anno, Milano 468 viaggi/ab. Allo stato embrionale è l’offerta dei servizi di sharing mobility molto lontano dal traguardo di una diffusione capillare nella città metropolitana come obiettivo al 2030.

“I risultati della Pagella- commenta Francesca Ferro, direttrice Legambiente Campania- sottolineano tutti i problemi che affliggono la città e dimostrano che non c’è ancora stata una svolta della mobilità napoletana, una città statica dove forse manca una visione d’insieme. Continua a pesare enormemente la mancanza di una efficace strategia antismog e il fatto che in questi anni l’emergenza inquinamento atmosferico sia stata affrontata in maniera disomogenea ed estemporanea. Gli amministratori devono ancora metabolizzare politicamente che la sfida importante che oggi devono affrontare è quella di fare della mobilità sostenibile il motore del cambiamento e di ripensare le città per le persone, non per le auto.

È questo il cambio di paradigma che deve prendere piede a Napoli come nelle altre città campane. È urgente - conclude la direttrice di Legambiente Campania- mettere in campo politiche e azioni efficaci ed integrate che riguardino tutte le fonti inquinanti, programmando interventi sia sulla mobilità urbana sempre più pubblica, condivisa, a zero emissioni e multi-modale, che sul riscaldamento domestico, sulla produzione di elettricità, sull’attività quella industriale e sull’agricoltura. Appare necessario velocizzare l’approvazione del Pums, potenziando la sharing mobility come si è già fatto per i monopattini anche per bici, moto e auto elettriche non solo nel centro ma anche nelle periferie, convinti come siamo che la sfida dell’inclusione sociale sia strettamente connessa con la possibilità di muoversi facilmente nella propria città potendo accedere a tanti servizi che le periferie non hanno, garantendo il diritto costituzionale alla mobilità”.