Lavoro portuale, riforma in vista

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Dopo la governance toccherà all’organizzazione del lavoro portuale. Il prossimo 9 maggio il MIT illustrerà le procedure per il relativo provvedimento normativo. È quanto rivelato il presidente dell’Autorità portuale del Mar ligure occidentale (Genova e Savona) Paolo Emilio Signorini al termine di un incontro con i sindacati, la Compagnia Unica dei lavoratori portuali (Culmv), la Compagnia Pietro Chiesa di Genova e la Pippo Rebagliati di Savona, primo confronto di un tavolo locale che procederà di pari passo con quello nazionale. Signorini non ha escluso la fusione fra le tre compagnie. Il nuovo modello nazionale dovrebbe consentire alle Autorità di sistema portuale di usare le proprie risorse per favorire i prepensionamenti e sostenere la formazione delle compagnie i cui conti con il sistema attuale non quadrano. “Si parlerà anche di organico porto – ha spiegato signorini – bisogna smettere di viverlo come un magico numero fisso che possibilmente nel lungo periodo vada ridotto”. A livello locale la discussione riguarderà la verifica di costi e ricavi delle compagnie per capire quale è la “tariffa minima” che i terminalisti dovranno corrispondere per garantire l’equilibrio economico finanziario.  Resta aperto il fronte del bilancio 2016 della Culmv a cui mancano 1 milione e 300 mila euro per chiudere, ma Signorini è ottimista che i terminalisti metteranno sul tavolo la somma: “Penso che ci siano le condizioni sia per le dimensioni del deficit, inferiore a quello dello scorso anno, sia per la fase di transizione che stiamo vivendo”.