Invasione di meduse, da problema a risorsa

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A Capri “La Tavola Blu2 di Marevivo

Meduse in tavola e non è una provocazione. All’istituto alberghiero ‘Axel Munthe’ di Capri la sostenibilità e la creatività si incontrano e si coniugano persino attraverso l’impiego delle meduse. Durante la tappa caprese di ‘La Tavola Blu’ – il progetto di Marevivo messo a punto per gli istituti alberghieri d’Italia per promuovere un uso sostenibile delle risorse del mare – è emersa la questione della proliferazione delle meduse nei nostri mari, ormai dilagante anche a Capri.

Questo problema, causato prevalentemente dalla scomparsa dei predatori delle meduse, ha preso così la forma di una vera e propria sfida al mondo dell’alta cucina, subito raccolta dallo chef Gennaro Esposito e dai suoi validi collaboratori Salvatore La Ragione e Domenico Iavarone.

“Abbiamo provato a cuocere le meduse in diversi modi, con risultati eccellenti. Questa esperienza con Marevivo è stata l’occasione per una riflessione sui temi della sostenibilità e per una felice sperimentazione”, ha commentato lo chef della “Torre del Sarracino”. Anche il sindaco di Capri, Ciro Lembo, ha dato il suo contribuito a questa sfida, procurando in meno di mezz’ora meduse capresi ‘doc’. “Naturalmente comprendere questo fenomeno è il presupposto imprescindibile per cercare misure di mitigazione. Nei nostri mari i predatori naturali delle meduse stanno scomparendo, mentre il cibo che determina la loro proliferazione si fa più abbondante: ecco che queste si moltiplicano senza ostacoli. Nel momento in cui rimangono nelle reti, potrebbero non essere più gettate in mare ma diventare una risorsa per le nostre tavole”, ha spiegato Rosalba Giugni, presidente di Marevivo.

In passato Silvano Focardi, professore di ecologia dell’Università di Siena e componente del comitato scientifico dell’associazione, aveva già effettuato ricerche per un uso alimentare delle meduse.  Sul fenomeno dell’aumento delle meduse Marevivo sta collaborando alla campagna di rilevamento, Occhio alla Medusa insieme alla Commissione Internazionale per l’Esplorazione Scientifica del Mar Mediterraneo (CIESM) e al CoNISMa (Consorzio Nazionale Interuniversitario per le Scienze del Mare).