Inquinamento marino, rinnovato il piano di pronto intervento

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Il ministero dell’Ambiente aggiorna il documento di 25 anni fa

Uno strumento per l’organizzazione del pronto intervento per la difesa del mare e il coordinamento delle operazioni di lotta agli inquinamenti accidentali e deliberati nelle acque territoriali. Dopo 25 anni il ministero dell’Ambiente aggiorna le procedure con l’obiettivo di proteggere i mari e gli oltre 8.000 chilometri di coste della penisola. Si tratta del “Piano operativo di pronto intervento per la difesa del mare e delle zone costiere dagli inquinamenti accidentali da idrocarburi e altre sostanze nocive”, approvato con un decreto dal ministro Corrado Clini.

Per consentire un’immediata risposta a possibili sciagure il piano definisce le competenze delle autorità incaricate di intervenire in caso di un incidente marino stabilendo anche le competenze della flotta antinquinamento del ministero.

Sono indicati i diversi fattori di rischio, le tipologie di emergenza e come comportarsi attraverso situazioni operative di prevenzione dell’inquinamento e di recupero e smaltimento delle sostanze inquinanti, a seconda dei tratti di mare e di costa interessati da eventuali inquinamenti.

 “Siamo intervenuti per disciplinare e aggiornare, dopo 25 anni dal piano precedente, il coordinamento tra gli enti e le strutture interessate e le misure organizzative da adottare a livello centrale e periferico – spiega il ministro – per consentire una direzione efficace delle operazioni di disinquinamento; per fissare le misure procedurali di supporto economico e finanziario da mettere in atto per sostenere gli interventi; per definire le direttive per l’attuazione degli accordi internazionali da mettere in atto con le autorità dei Paesi confinanti o cointeressati dall’inquinamento in corso; per definire il modo di impiego dei 40 mezzi antinquinamento della flotta del ministero dell’Ambiente”.