Infrastrutture inadeguate e logistica inefficiente, l’Italia si allontana dall’Europa

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Le conclusioni di una ricerca Confcommercio

Crescita lenta e rischio marginalizzazione per i trasporti e la logistica italiana. Lo denuncia il Rapporto dell’Ufficio Studi di Confcommercio, realizzato in collaborazione con Isfort, presentato a Cernobbio in occasione del secondo forum internazionale di Conftrasporto-Cpnfcommercio. A penalizzare la penisola soprattutto la mancanza di investimenti in opere infrastrutturali negli ultimi anni, che ci fa perdere 34 miliardi di euro l’anno (2% in termini di Pil). Le cifre sono inequivocabili: tra il 2010 e il 2014 i volumi di merci trasportati sono scesi del 10% nel settore marittimo e del 37% in quello su gomma, la contrazione più rilevante tra i Paesi fondatori dell’Ue. Una performance che stride se confrontata con le crescite a due cifre di nazioni come  Bulgaria (+18% circa sia nel settore marittimo che in quello dell’autotrasporto).
Un quadro generale da cui, in termini di accessibilità, emerge un’Italia divisa in due, con le regioni del Centro a fare da cuscinetto. Per quanto riguarda il trasporto merci ferroviario “la frattura è nettissima” rileva lo studio. Poco meno del 75% del traffico interno nazionale avviene tra le regioni a nord dell’Emilia Romagna, perché il materiale rotabile (vagoni e locomotori) è nella disponibilità di questa parte del Paese. Ma il rapporto si rovescia guardando alla distribuzione della rete: poco meno del 70% della rete ferroviaria si trova nelle regioni centrali, meridionali e nelle isole, solo il 30% al settentrione. Se si guarda invece alla rete di trasporto, ne emerge una cartina dell’Italia “a singhiozzo”, con strade nate vecchie, o mai nate, o incomplete. “31 anni per aprire i 40 km della Variante di Valico Barberino-Sasso Marconi,, autostrada Tirrenica ancora ridotta a due monconi, la nuova Romeo sempre un’ipotesi. Senza parlare della Tirreno-Brennero: 9 lustri per compiere 9 km, e ne mancano ancora 76″. Secondo Confcommercio, il completamento dei diversi interventi richiederebbe interventi per circa 18 miliardi, più altri 2 da destinare al trasporto merci su rotaia. “Si tratta – riconosce la ricerca – di una somma importante corrispondente al valore di un Legge di Stabilità di media portata”. Meno negativa la situazione per quanto riguarda i porti italiani. Confcommercio riconosce che la riforma varata dal Governo “è una grande opportunità di crescita”. Tra i porti che riescono a sfruttare le loro potenzialità, Genova, Ravenna, Trieste, La Spezia. Resta molto da fare per recuperare come sistema Paese il gap con il nord Europa, ma la riforma punta nella direzione giusta.
Come porre rimedio a questa situazione? Cinque le proposte di Conftrasporto, improntate alla selezione e flessibilità degli interventi: Un Piano strategico che indichi le priorità della politica dei trasporti e, conseguentemente, gerarchizzi gli interventi in base alla domanda di mercato e ai Piani di sviluppo del Paese; Selezione delle opere secondo i seguenti criteri: a) costruire solo opere che servono, rispondono a una domanda reale, colmano un gap di offerta; b) opere senza servizi efficienti sono come un’auto senza benzina; c) le opere non come gioielli (per sempre): le infrastrutture vanno mantenute in qualità ed efficienza nel tempo, adeguate alle evoluzioni del mercato e abbattute se diventano inutili; Un comune campo da gioco per le imprese di autotrasporto italiane ed europee (dalle regole ai controlli, dal costo del lavoro alla burocrazia, al fisco); Un trasporto ferroviario di merci competitivo in tutto il Paese: macchinista unico, treni lunghi 750 metri (contro i 5-600 di oggi), peso trainabile di 2mila tonnellate (contro le attuali 1600), adeguamento delle sagome delle gallerie, utilizzo dell’Av nella notte;  Un cluster marittimo italiano ed europeo rafforzato con: la tempestiva attuazione della recente riforma della Governance portuale, l’attuazione delle azioni previste nel Piano Nazionale Strategico della Portualità e Logistica. Infine, misure specifiche per il trasporto marittimo a corto raggio (revisione disciplina IVA, contributi a rinnovo flotta, sviluppo progetti pilota impiego LNG), una cabina di regia nazionale per la promozione della Blue- Economy.