Inciampo al Senato per la nomina di Spirito

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Parere non vincolante. Dopo 3 anni di commissariamento Napoli in attesa della svolta

Pollice verso dalla VIII Commissione permanente del Senato sulla proposta di nomina di Pietro Spirito a presidente dell’Adsp del Mare Tirreno centrale. Con 8 voti contrati, 8 favorevoli e 4 astenuti il candidato individuato dal Ministro Delrio, d’intesa con la Regione Campania, subisce le conseguenze del “fuoco amico” di Stefano Esposito, senatore PD che ha votato con i rappresentanti delle opposizioni. Non vincolante ai fini della nomina definitiva al vertice dell’ente che riunirà i porti di Napoli, Salerno e Castellammare, la candidatura di Spirito sarà discussa nei prossimi giorni anche dalla Commissione Trasporti della Camera. A determinare la posizione di Esposito il giudizio critico sull’esperienza di Spirito come manager dell’Atac, “peraltro – ha spiegato il senatore in sede di  dichiarazione di voto – in una condizione anomala di servizio a part-time senza obbligo di presenza, mentre svolgeva anche l’attività di direttore generale dell’interporto di Bologna”. L’inaspettato stop non sembra compromettere il clima di attesa sulle banchine napoletane, sia per l’ininfluenza del passaggio parlamentare sull’esito della designazione, sia per la volontà di cambiare definitivamente pagina dopo oltre tre anni di commissariamento. “Il dato politico di quest’episodio è marginale rispetto all’esigenza di avere una guida stabile del porto,” conferma  Gennaro Imperato, coordinatore porti Fit Cisl Campania. “Dopo numerosi rinvii, alla luce delle importanti sfide che lo scalo dovrà affrontare, anche sulle questioni lavorative, la priorità è la nomina del presidente dell’Adsp. I giudizi sulle capacità manageriali di Spirito saranno espresse sul merito delle questioni”.