Il network nautico Signa Maris presentato a Madrid

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La Camera di Commercio e Industria Italiana per la Spagna (CCIS), in collaborazione con l’ufficio Enit di Madrid, ha presentato recentemente nella capitale iberica il progetto Signa Maris, iniziativa  del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo (MiBACT) – Organismo Intermedio del POIn “Attrattori culturali, naturali e turismo” – che promuove “le ricchezze culturali, naturalistiche e i sapori del territorio italiano attraverso la nascita di un nuovo sistema turistico che unisce ed integra mare e terra”.
Signa Maris coinvolge 38 porti turistici di 4 Regioni del Sud Italia (Campania, Sicilia, Calabria e Puglia), concepiti come punto di partenza di numerosi itinerari. In ciascuno di essi, monumenti, musei, paesaggi e prodotti enogastronomici tipici raccontano le storie  e tradizioni del Mare Mediterraneo. Il progetto interpreta quindi la rete dei porti coinvolti come motore dello sviluppo turistico dei territori coinvolti.
Giovanni Aricò, Segretario Generale della CCIS, ha illustrato alcuni tra i principali itinerari che hanno come punto di partenza i porti della Baia di Napoli. “Il capoluogo campano rappresenta infatti una destinazione facilmente raggiungibile per i turisti provenienti dalla Spagna, grazie ai collegamenti aerei diretti con Madrid. Dal porto di Napoli – Santa Lucia, per esempio, è possibile raggiungere i centri termali di Ischia, scoprire le bellezze del Parco Nazionale del Vesuvio, visitare le aree archeologiche di Pompei, Ercolano, Cuma, Pozzuoli e Stabiae, oltre ad altri magnifici monumenti come la Reggia di Caserta”.
Il progetto prevede una attività di promozione e comunicazione volta a intercettare la domanda turistica, anche e soprattutto straniera, coinvolgendo e sensibilizzando l’imprenditorialità della filiera turistica che ciascun territorio esprime. I porti campani inseriti nel network: Agropoli, Amalfi, Capri, Marina di Stabia, Marina di Forio, Marina di Camerota, Napoli-Santa Lucia, Marina di Cassano, Pozzuoli, Marina d’Arechi.