Il cluster marittimo-portuale si presenta coeso nei confronti dell’Unione Europea. Sottoscritta una dichiarazione congiunta per scongiurare gli effetti della presunta procedura d’infrazione

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Roma, 23 aprile -A seguito della notizia ricevuta riguardante la procedura attivata dalla Commissione Europea in materia d’imposizione fiscale sui canoni, le Associazione del cluster marittimo-portuale, di seguito indicate, dichiarano:

Le Associazioni del cluster marittimo-portuale denunciano i contenuti della lettera ricevuta dal Governo Italiano con la quale si richiede la modifica del Testo Unico delle Imposte Dirette nella parte che esonera gli enti pubblici dal pagamento delle imposte.

Far apparire le Autorità di Sistema Portuale come imprese impegnate in attività economiche è giuridicamente sbagliato rispetto alla normativa vigente e alle scelte chiaramente contenute e ancor recentemente ribadite nella legislazione nazionale. Si rischia quindi soltanto di alimentare inaccettabili tentativi di modificare il modello pubblicistico dei porti italiani.

Considerare l’attività di riscossione delle Autorità di Sistema Portuale alla pari delle attività d’impresa di diritto privato ha come conseguenza diretta quella di creare incertezze nel dato normativo vigente in danno degli operatori, mettendo quindi in pericolo i positivi risultati derivanti dalla recente riforma della portualità fortemente voluta e sostenuta dal Ministro Delrio.

Le associazioni del cluster marittimo-portuale firmatarie della presente nota congiunta sono unite e compatte nel  respingere al mittente le richieste che giungono da Bruxelles e mettono a disposizione del Governo tutte le proprie competenze a tutela del bene pubblico.

ASSOPORTI, ASSOLOGISTICA,  ASSITERMINAL,  ASSARMATORI, ASSOCOSTIERI, ANCIP, ASSOGASLIQUIDI, ANTEP, ANGOPI, CONFETRA, CONFITARMA, FEDERAGENTI,  FEDERAZIONE DEL MARE, FISE-UNIPORT, FEDEPILOTI, FEDESPEDI, UNIONE PILOTI