I Piloti festeggiano 150 anni della loro storia nel Porto di Napoli

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Storia, sicurezza, innovazione tecnologica. Sono i tre assi del convegno “Il ruolo dei Piloti nei 150 anni delle loro storia” tenutosi alla Stazione Marittima nell’ambito delle celebrazioni per il secolo e mezzo di attività del servizio nel porto di Napoli. Una ricorrenza che cade in un momento particolare per il Corpo che dal 1 gennaio di quest’anno ha esteso le proprie competenze anche al traffico marittimo dei porti di Castellammare di Stabia e Torre Annunziata, assumendo così la denominazione di Corpo Piloti del Golfo di Napoli. Un maggior raggio di azione, dunque, per questi “controllori del mare” che da qualche mese affrontano nuove sfide e nuove responsabilità. Folto il parterre dei partecipanti che ha contribuito a delineare prospettive e futuro di questo nuovo assetto organizzativo e territoriale.
“Un forte sentimento di stima e rispetto – si legge nella nota inviata dal ministro Galletti – lega me personalmente e il mio Dicastero al lavoro di chi è impegnato quotidianamente a preservare lo straordinario valore ambientale e culturale rappresentato dal mare. Il Golfo di Napoli è un luogo dal fascino unico: a renderlo tale è anche la vostra qualificatissima opera al servizio, ormai da 150 anni, della sicurezza degli specchi acquei oltre che delle persone. Il mio augurio per il vostro anniversario è allora proprio questo: restate fedeli alla vostra storia accettando le sfide della modernità con la solita passione, dedizione e impegno che vi contraddistinguono”.
Il Capo Pilota, Luigi Lucenteforte, nel corso del suo intervento, si è soffermato soprattutto sul tema della sicurezza, ponendo “l’attenzione su uno stralcio di una recente sentenza, in virtù della quale si mettono in rilievo gli aspetti fondamentali del pilotaggio. Come affermato dalla recente giurisprudenza, il servizio [di pilotaggio] va inteso come attività espletata a beneficio della sicurezza del Porto nel suo complesso, oltre che come ausilio alle attività di conduzione e manovra del singolo comandante di imbarcazione. E’ evidente che il comandante esperto e l’equipaggio che lo coadiuva possono essere perfettamente in grado di condurre nel porto l’imbarcazione, specie quando si tratta di rotte e manovre che vengono eseguite continuativamente, anche più volte al giorno.  Tuttavia, non può essere sottaciuto il rilievo secondo il quale le esigenze di sicura navigazione ed approdo sorgano non solo (e non tanto) per effetto della possibile inesperienza o insufficiente conoscenza dei luoghi da parte del comandante, quanto in ragione del fatto che nella ristretta area marittima interessata sono contestualmente presenti diverse imbarcazioni in manovra, con rotte incrociate, i cui movimenti e posizioni devono essere necessariamente coordinati dalla stazione dei piloti, onde evitare il verificarsi di quelle accidentali collisioni che recenti fatti di cronaca hanno dimostrato essere sempre possibili. Alla luce di tale primaria esigenza ovvero quella inerente alla sicurezza, il servizio di pilotaggio non potrebbe essere svolto in proprio da ogni armatore, a beneficio esclusivo delle sue navi, in quanto i singoli conducenti, ancorché tecnicamente capaci ed esperti, non potrebbero avere quella visione d’insieme del traffico portuale necessaria a gestire le operazioni in totale sicurezza.  Sicurezza che, per contro, viene garantita solo da una regìa unitaria che coordini gli interventi dei vari piloti presenti, in un determinato momento, nel porto”.
Il Vice Capo Pilota Giovanni Gargiulo ha focalizzato, invece, l’attenzione in particolar modo sull’innovazione tecnologica che ha interessato la Corporazione dei Piloti. “Il Porto di Napoli – racconta – rimane ancora oggi uno dei principali porti del Mezzogiorno e fra i primi tre a funzioni multiple sul piano nazionale. La più grande opera di recente costruzione, nell’ambito del Porto di Napoli, è la Torre di controllo dei Piloti, dotata di una sala di avvistamento ad una altezza di 35 metri sul livello del mare e situata in una posizione strategica all’interno del porto, dalla quale è possibile allargare la visione a tutto il Golfo di Napoli. Dal 1 gennaio, – sottolinea ancora Gargiulo – la Corporazione dei Piloti del Golfo di Napoli, ha posto in essere una serie di interventi migliorativi, primo fra tutti quello di digitalizzazione del sistema di gestione. Come è ben noto a tutti, digitalizzare processi e documenti è una condizione ormai indispensabile, in grado di offrire vantaggi in termini di efficienza e sviluppo. Attraverso questo sistema, i Piloti potranno verificare la movimentazione delle navi su uno schermo di grandi dimensioni, dove saranno riportati in forma tabellare, le navi, la tipologia, gli orari di arrivo e di uscita; si potranno prelevare, nei tempi e nei modi stabiliti, le firme del comandante della nave in transito con l’utilizzo a bordo di specifici tablet e tutte le informazioni saranno riportate automaticamente nei registri. Un processo, questo, completamente informatizzato, che porterà un incremento della produttività, riducendo i tempi delle trascrizioni a mano e dei passaggi cartacei, e aumentando il livello della sicurezza”.
Per il direttore Fedepiloti, Fiorenzo Milani: “I centocinquanta anni del Corpo Piloti del Golfo di Napoli, chiamano a raccolta tutta la comunità portuale Partenopea, per un momento di comunione e di festa. La data è puramente simbolica, non rappresenta la vera storia del pilotaggio a Napoli, ma sancisce solo la costituzione del Corpo Piloti con Regio Decreto. Le radici di questo mestiere  sono ben più antiche e profonde. I moderni piloti devono trarre insegnamento dalla propria storia, raccogliendo la sfida di tramandare questa professione, adeguandola e plasmandola alle moderne tecnologie, per garantire quella sicurezza produttiva, parte fondante dell’economia di uno scalo marittimo”.
“Fino dal 1968, – aggiunge l’Ammiraglio Cristiano Aliperta – a livello mondiale è stata riconosciuta l’esigenza di impiegare nel servizio di pilotaggio , la cui nascita realmente si perde nella notte dei tempi, personale altamente qualificato con specializzazione locale. L’International Maritime Organization, agenzia delle nazioni Unite specializzata nella sicurezza della navigazione con la Risoluzione A 159 proprio del 1968 raccomandava agli stati membri di organizzare un servizio di pilotaggio adeguato alle esigenze. Da allora diverse risoluzione si sono susseguite da parte dell’IMO a favore degli stati membri, che oggi sono 171, sempre riconoscendo e riaffermando la solita importanza del pilotaggio  per la navigazione marittima internazionale e per la sicurezza della navigazione nella sua ampia accessione. I piloti assicurano insieme ai Comandanti della navi e agli altri indispensabili servizi portuali una navigazione sicura fino all’arrivo in banchina giocando, insieme ai già citati servizi nautici di assistenza alla nave, un ruolo essenziale e determinante. Questo vale per ogni  porto del mondo”.
“L’innovazione tecnologica che garantisce sempre migliori performance sia per il fornitore di servizio tecnico-nautico che per l’armatore delle navi utente – prosegue Stefania Visco, presidente Federimorchiatori – deve essere utilizzata come strumento di innalzamento dei livelli di sicurezza e affidabilità, in modo da rendere i nostri porti sempre più efficienti e le manovre interne sempre più sicure. Esiste nei nostri porti un rischio intrinseco connesso alle manovre in acque ristrette e spesso con condimeteo avverse che può essere minimizzato con le nuove tecnologie adottate sulle navi moderne ma mai eliminato e dunque supporto fondamentale alla sicurezza portuale sono proprio il concetto di presidio e universalità dei servizi tecnico nautici. Le innovazioni tecnologiche favoriscono e concorrono alla richiesta di sempre maggiore affidabilità e velocità nelle operazioni che in termini portuali si traducono in certezza di approdo in sicurezza, realizzabile solo con efficienti servizi tecnico-nautici”.
“Le leggi che regolano la vostra professione ed il servizio di pilotaggio – illustra, invece, Andrea Mastellone  Presidente Assoagenti – devono essere adeguate alla realtà  attuale e quindi una forte azione a tale riguardo deve essere programmata: gli art. 62 ed 86 e successivi del codice della navigazione risalgono al 1942, la legge 84 risale a 22 anni fa e nel frattempo nel campo del trasporto marittimo abbiamo assistito ad un cambiamento radicale dello scenario con l’affermarsi sempre più massiccio del gigantismo navale. Anche gli agenti marittimi, che rappresento questa mattina, stanno iniziando un percorso simile di rivisitazione della legge che regola la loro attività e che risale al 1977 e che anch’essa era stata scritta quando di gigantismo navale non se ne parlava proprio, quando il settore crocieristico non esisteva affatto ed analogamente le autostrade del mare. La strada della rivisitazione delle leggi e  delle norme che regolano la vostra attività mi sembra percorribile. Anche la nuova legge di riforma che dovrebbe a breve tempo essere implementata, sicuramente nel futuro prossimo contribuirà al miglioramento delle vostre condizioni di lavoro nel sistema portuale nazionale”.
Parole di soddisfazione per questo importante anniversario da parte del presidente Angopi, Cesare Guidi che dice: “Sono queste storie, storie come la vostra, che fanno la Storia, quella con la “S” maiuscola. Onorarne quindi la vostra ricorrenza non è un mero esercizio retorico, ma un’occasione per far pulsare il cuore della vostra identità di marinai, e quindi di piloti del porto di Napoli, d’Italia e d’Europa Unita. Riflettendo a consuntivo su questo passato secolo e mezzo, – rimarca Guidi – potete con orgoglio affermare che quando si tratta di appartenenza autentica non ci sia alcun dubbio nel riconoscervi nella vostra straordinaria categoria: quella di piloti del porto. E lo diciamo noi ormeggiatori con cognizione di causa, che orgogliosamente possiamo dire di essere parte integrante di questa grande “famiglia”, e che da tempo immemore siamo sempre al vostro fianco nel servizio, attenti esecutori al vostro coordinamento. E a noi operatori del comparto tecnico-nautico il pilota, offre la consapevolezza di una visione e una competenza che contribuisce a determinare le azioni di una gestione sicura della manovra, anche quando occorre svolgerla senza “punti di riferimento”, diciamolo così sotto metafora, “perché semisepolti come in una notte senza stelle””.
Gli indirizzi di saluto sono stati affidati a Mario Calabrese, assessore comunale alle Infrastrutture, Lavori Pubblici e Mobilità, Antonio Basile,  Contrammiraglio e Commissario Straordinario Autorità Portuale di Napoli, Arturo Faraone,  Direttore marittimo della Campania e Comandante del Porto di Napoli, Luca Cascone, presidente della Commissione Trasporti e Viabilità della Regione Campania. Sono intervenuti: Gioacchino Longobardo  Presidente Associazione di Studi, ricerche e documentazione della Marineria della Penisola Sorrentina e Umberto Masucci  Vice Presidente Federazione del Mare e Presidente Propeller Clubs che hanno discusso sulla Storia dei Piloti di Napoli. Il presidente Longobardo  ha incentrato il suo intervento su “Brevi note storico-giuridiche sull’attività dei piloti, ed i traffici marittimi dal Regno delle due Sicilie all’Unità D’Italia”. Hanno parlato, invece, de Il pilotaggio marittimo: sicurezza e innovazione tecnologica: il Comandante Gennaro Esposito, responsabile Safety&Security  Fedarlinea, Giovanni De Tullio Ammiraglio Ispettore Comando Generale Guardia Costiera. La giornata di celebrazioni si è chiusa con la  benedizione della Torre dei Piloti, insieme a Sua Eccellenza Monsignor Francesco Alfano promotore dell’apostolato del Mare (Ufficio CEI). La Benedizione è stata preceduta dal Recital Spettacolo “Chi tene ‘o mare”, a cura di Gaetano Stella, Elena Parmense, Fabio Notari e Tommaso Fichella.